Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
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1970
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Giorgio Nagrelli
mentale: la difesa del Comune, che viene ora decisamente intesa come opera di difesa nazionale.
La difesa dellV italianità del Comune è dunque il nuovo mito che riunisce ancora una volta i triestini intorno al loro ceto dirigente: essi corrono a sostenere quel gruppo che con il Comune stesso s'è quasi immedesimato, ne rafforzano e consacrano le posizioni di potere acquisite. Rinasce così, sul finire del XIX secolo la figura del Municipio ce Città-Stato , organismo in sé perfetto: Trieste difende da sé, da sé tutela la propria nazionalità e, in tal modo, si rinchiude in se stessa, affidandosi interamente alla sapiente guida del suo ceto dirigente.
I liberal-nazionali possono ormai parlare in prima persona a nome dell'intera città: così di fronte all'Austria, come di fronte all'Italia, agli ambienti politici e finanziari della quale restano pur sempre collegati attraverso gli efficacissimi canali della massoneria. Il partito governativo non riesce a disciplinare le proprie file: l'alta borghesia tedesca ha troppi interessi in comune con i liberali (neh" '89 stipulerà con loro un compromesso elettorale) e la burocrazia non ha la forza sufficiente per formare un'efficace opposizione; si cerca anche di organizzare un patriottismo austriaco popolano, ma trova solo una confusa accoglienza nei ceti più bassi, dove per l'odio contro i padroni - si colora soprattutto di antisemitismo e degenera nel vandalismo: il socialismo lo diraderà.
La massoneria finanziaria liberale ba dunque in pugno la città: al di là delle sue manifestazioni verbali d'intransigenza nazionale , può dunque agire liberamente riguardo ai propri interessi economici. Può così, nel-r '83, attraverso il Consiglio d'amministrazione del Lloyd, rispondere ad una richiesta d'intervento invocata da una società viennese ed appoggiata dal Governo, che non si ha né la possibilità né l'intenzione di mettere [le proprie finanze] a profitto di interessi così detti - generali " ; U ma può anche, nell' '86, porre in sott'ordine la stessa questione tradizionale della permanente efficacia giuridica dei propri diritti storici per sostenere la necessità di <r compensi economici in cambio della ventilata abolizione del Portofranco, affermando che proprio dal regime privilegiato garantito dall'Austria derivano per Trieste le condizioni indispensabili di vita e che si tratta di un diritto intangibile come i diritti naturali dell'uomo . 2*
E l'economia triestina, in realtà, ha ancora bisogno dell'Austria: ne ha bisogno persino il Lloyd, che chiede ed ottiene nuove sovvenzioni, accettando a tal fine addirittura una maggiore ingerenza governativa (presto annullato poi, all'interno del Consiglio di amministrazione); ne ha bisogno
J) Cfr. (C. STEFANI!, // Lloyd Triestino, cit., p. 358.
3) Cfr. Verbali della Dieta provinciale di Trieste, Trieste, 1887, p. 16 sg.