Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <407>
immagine non disponibile

Dal municipalismo all'irredentismo
407
lo stesso porto ed il movimento commerciale ad esso collegato. La crisi del­l'Emporio, acceleratasi dopo gli anni sessanta, sta sempre più chiaramente facendo di quello di Trieste un porto di transito,1J il quale tuttavia, per il progresso tecnologico del Regno, diviene via via meno italiano e più legato allo Hinterland austriaco: anche il movimento commerciale tra i due Stati interessa in grado sempre minore la città adriatica perché prende la via di terra, più rapida e sicura. È il traffico mediterraneo e transoceanico, con l'importazione di materie prime e l'esportazione di prodotti lavorati ciò che maggiormente importa a Trieste; ed è anche ciò che lega la città al retroterra austriaco, alle zone industriali dell'interno.
Forti dell'influenza che sanno di poter esercitare sulla popolazione, i libera I-nazionali si spingono così su posizioni che potrebbero apparire in contrasto con le aspirazioni separatistiche, anche in una delle questioni che maggiormente interessano la vita triestina: quella ferroviaria.
Contro la proposta che vuole far passare l'auspicata seconda congiun­zione per il passo del Predil, i liberali propugnano strenuamente la solu­zione della linea Laak : 2) non è una questione oziosa, la prima soluzione ha, infatti, come prosecuzione logica, il massiccio occidentale dei Tauri e tende quindi ad avvicinare Trieste alle regioni industriali svizzere e germa-meo-orientali, lo Hinterland cioè più proprio del mercato dell'Italia setten­trionale; l'altra poggia più verso Nord-Est e rappresenta una più diretta congiunzione della città con la Boemia, la Moravia, le regioni industriali dell'Impero. Si rifiuta dunque la soluzione che porterebbe Trieste nell'or­bita dell'economia italiana, per mantenerla, invece, agganciata a quella austriaca; e ciò appare una patente sconfessione del separatismo 8). Ma i ceti dirigenti triestini non si curano di ciò che può apparire: se le esigenze emergenti dal particolare momento dell'economia cittadina impongono una scelta diversa da quella ce nazionale , essi non la rifiutano certamente e, in attesa della grande patria futura, hanno cura prima di tutto della prosperità della loro piccola patria cittadina.
E poi, in realtà, quegli uomini esperti nell'economia e nella finanza, gli uomini delle assicurazioni e del Lloyd, sanno guardare lontano, molto più lontano di quei tanti che volano sulle ali del sentimento: essi, proba-
i) Il Portofrawo, cotìnesao strettamente alla funzione emporiale di Trieste, viene rosi soppresso nel *91 senza che la citta abbia a soffrirne. Ciò che maggiormente si temeva (e non si verificò) era un rapido deprezzamento degli immobili: va ricordato, a tale proposito, che proprio per questo ona delle prime e piò stringenti richieste di benefici economici sostitutivi avanzate dai liberali aveva per oggetto privilegi nel sistema tributario, con esenzioni dagli aumenti d'imposta, sugli immobili urbani fefr. Verbali della Dieta provinciale di Trieste, Trieste 1881, p. 9).
2) Si ricordi l'opera indefessamente spesa in lai senso per più di vcni'unni dal Consigliere liberal-nazionalo Cesare Combi,
8) Cfr, A, VrvAWTB, op. wY pp. 234-240.