Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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412
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412 n Giorgio JV egrétti
del Governo la politica scolastica, se da una parte è un freno allo sviluppo di una vita intellettuale slovena a Trieste, dall'altra parte esalta per reazione le capacità organizzative di quella media borghesia che rifiuta ormai l'assorbimento, che si fa finanziatrice di un'opera di diffusione culturale e che va costituendo il gruppo dirigente del movimento di risveglio nazionale: nelT '85 vien costituita la società scolastica Cirillo e Metodio , che apre anche a Trieste una sua sezione, destinata ad un rapido successo sia sul piano della frequenza studentesca, che su quello dei finanziamenti privati.
La nazione slava, dunque, anche a Trieste sta sollevandosi dal suo lungo letargo: se pure l'assimilazione dovuta all'inurbamento ha ormai confuso nella nazionalità dominante molti dei suoi elementi, se spesso la solidarietà di classe, di mete economiche prevale sull'appello nazionale e molti degli appartenenti all'alta borghesia dimenticano le loro origini slovene per militare tra i ranghi degli uomini del Progresso , tra i liberal-nazionali,1J d'altra parte soprattutto tra la media borghesia, ma anche negli strati popolari si assiste ad un fenomeno di ricupero nazionale slavo: cresce nei censimenti il numero di coloro che, già schedati in precedenza come e italiani per la loro lingua d'uso, ora affermano ad alta voce la loro nazionalità d'origine e, rifiutando l'assorbimento, danno l'impressione del verificarsi, a cavallo dei due secoli, di una vera invasione slava proveniente: dall'esterno. 2>
Come in altre parti dell'Impero, pure a Trieste la nazione slava, nel suo risveglio, contesta l'egemonia culturale ed economica dei gruppi dirigenti: anche qui essa si trova di fronte ad una minoranza di origine plurinazionale e sembrerebbe, perciò, facilmente sostenibile la sua rivendicazione della nazionalità calava della città (cosa che, in effetti, viene spesso affermata). ")
Ma la situazione, a Trieste, è complicata dal fatto che, al di sotto della classe dirigente che si professa italiana , esiste una media borghesia ed un'ampia parte della popolazione che sostiene essa pure, e con forza, i diritti della propria nazionalità italiana: se la città non potrebbe, in realtà,
*) Anche senza voler riandare alle radici etimologiche dei cognomi di molti e italianÌBsimi , basterà a tale proposito ricordare un Francesco Luxa, che scrive contro l'istruzione slovena, un Fausto Nakic, che fu tra gli esponenti del Progrosso, o ancora il t liberal-nazionale Antonio Feritigli. Ma l'elenco potrebbe continuare a lungo.
2) Cfr. sull'argomento le indicazioni di A. YIVANTE, op. eie, pp. 166-173, ma in generale v, tatto il HI Gap., che resta, a mio giudizio, ancora sostanzialmente valido.
3) Su tali aueggiamenti del nazionalismo sloveno, sia pure con particolare attenzione ad un periodo successivo, cfr. le adii indicazioni di C. SCHIFFREO, La crisi del socialismo triestino natta prima guerra mondiale, in AA.YV-, // movimento nazionale a Trieste nella prima guerra mondiale, a cura di 6. Cervani, Udine, 1968, pp. 159-192; e cfr. anche È. SESTAN, La Venezia Giulia, cit., pp. 81-93.