Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <414>
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414 Giorgio Ne grulli
nanii (così gli slavi nei confronti degli italiani, a Trieste) perché si rendono conto che finiscono per negare i diritti delle comunità minori, di carattere nazionale e di livello sociale diversi, e si rivolgono anch'esse verso la pro­spettiva federale di un'Austria plurinazionale.
Da più parli risorge dunque, nelle sue linee generali, il disegno degli antichi favillatori , di una Trieste punto d'incontro delle nazioni, di una felice combinazione di interessi e culture diverse. Ma il ceto dirigente trie­stino non vuol spartire con nessuno la propria supremazia e nel '97, quando l'introduzione del V corpo elettorale porta, per le elezioni politiche, ad un moderato suffragio universale, abbandona la sua pratica astensionista per presentarsi con un programma intransigentemente nazionale che, denun­ciando come austrofili e governativi socialisti e slavi, trionfa nelle elezioni.
È una grande vittoria per i liberal-nazionali, ma è pure l'operazione che segna logicamente la fine della secolare politica autonomistica dei ceti dirigenti triestini: la scelta definitiva, rinviata per tanto tempo, ormai è avvenuta; anche i rappresentanti della città di Trieste, in forma per così dire ufficiale , congiungono finalmente la loro azione a quella degli altri ita­liani in terra d'Austria. '*
La fortuna della formula autonomistica è definitivamente tramon­tata: le correnti più avanzate, radicali del movimento, larghi strati della stessa opinione pubblica non possono sentirsi appagati da un programma che preveda la sola difesa della nazionalità del Comune e l'intendono perciò soltanto come preparazione per un effettivo, imminente distacco. Anche 1 liberal-nazionali abbracciano dunque apertamente VirredentismOi predicano il separatismo; ma, godendo di quelle posizioni di forza e di prestigio che loro derivano dall'esercizio del potere locale e dalla vantata continuità di una tradizione nazionale , pretendono di continuare ad esercitare la rap­presentanza totalitaria degli interessi degli italiani di Trieste.
Ogni divisione indebolisce l'azione irredentistica e danneggia l'inte­resse nazionale : questo principio prevale su ogni diversa esigenza e I'as-sorbe. Il richiamo all'unità contro gli oppressori austriaci e gli inva­sori slavi, nel radicalizzare i termini della lotta, riesce a trattenere le forze centrifughe, democratiche , che chiedono un preciso programma sociale e le convoglia sulla linea politica del gruppo dirigente: i liberal-nazionali riescono così a mantenersi alla guida della città, che rappresentano sugli scanni della Dieta e del Parlamento; riescono a contenere il naturale rivol­gimento della lotta politica sui grandi temi dei rapporti sociali. 3) Accen-
l) Cfr. la Risoluzione presentata tlullu Dictu il 3 gennaio '99 in Verbali della Dieta Provinciale di Trieste, Trieste, 1899, pp. 7-10.
2* Dappertutto In lotta politica, erri vera nel 1913 il Timeo (cfr. R. TIMKUS,