Rassegna storica del Risorgimento
PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno
<
1970
>
pagina
<
418
>
418
Paolo BeriiarihìUi
Fu luogo comune il dire che Francesco IV, arciduca austriaco, cugino e cognato dell'imperatore Francesco I, svolgesse una politica di vassallaggio nei confronti dell'Austria, e Stato vassallo fu chiamato il ducato di Modena. Ma se la denominazione può considerarsi appropriata a partire dal 1831, anno in cui grazie a quegli infelici e sfortunati moli l'Austria riuscì a consolidare la sua posizione in Italia ed a soffocare col suo pugno di ferro la fiamma liberale che da più parti s'era levata, meno s'adatta agli anni antecedenti. Addentrandoci nell'esame della politica di Francesco IV, ci vien fatto di scorgere una continua ricerca d'indipendenza ed una sua autentica intolleranza dell'ingerenza del* l'Austria nelle questioni di politica interna. Che la cancelleria di Vienna ed il principe Metternich sentissero lo spirito di fronda che permeava certi atteggia* menti di Francesco IV, lo dimostrano il sospetto e la diffidenza che nutrirono verso di lui, e che si manifestarono più apertamente in occasione del moto di Ciro Menotti, quando sorse persino il dubbio di possibili connivenze tra il duca ed i cospiratori.
Il Berselli, nel rilevare la frattura che l'anno 1831 rappresentò per la vita politico-religiosa del ducato, scrisse: Francesco IV, ritornato, non è a nostro avviso più quello di prima: la rivoluzione del 1831 non gli ha insegnato nulla, ma lo ha sgomentato, atterrito. Inizia un nuovo corso nella vita del ducato .l ' Come quell'anno segnò la capitolazione di Francesco IV quale sovrano paternalista ed illuminista s>, mentre il ducato diveniva dominio dei cattolici con* servatori che spazzarono via ogni traccia di illuminismo, regalismo e giansenismo, a* così ci sembra che il suo ritorno a Modena, protetto dai reggimenti austriaci, significasse il fallimento della politica di autonomia che fino a quel momento egli aveva tentato, cercando di sottrarsi alla tutela della corte di Vienna.
Nei principi asseriti e nella condotta tenuta dal governo di Modena nella trattativa per la sistemazione della navigazione del fiume Po, che pose di fronte per alcuni anni gli Stati italiani risorti dallo smembrato Regno d'Italia e l'Austria, ci è parso di identificare un chiaro esempio dell'accennato spirito d'indipendenza.
Tra i vasti problemi sorti per l'improvvisa scomparsa di Napoleone dalla scena europea, due questioni d'interesse prettamente italiano vennero proposte dagli articoli 96 e 97 dell'Atto finale del Congresso di Vienna. Trattasi della navigazione del Po, voluta libera dal Congresso in conformità a quanto disposto in generale per i grandi fiumi europei, e del riparto, tra gli Stati restaurati, del debito pubblico del soppresso Monte Napoleone di Milano.
Noi seguiremo la trattativa per la libera navigazione del Po, sebbene pure l'altra abbia presentato punte di contrasto tra Modena e Vienna degne di essere adeguatamente considerate. È opportuno accennare subito al fatto che mentre la convenzione del Monte Napoleone, dopo lunghi e fieri dibattiti, andò in porto, quella per la navigazione del Po non giunse mai a conclusione. L'intransigenza delle due parti avverse Austria e Modena - - ne impedì la soluzione.
Questa trattativa non destò l'interesse degli studiosi; vi accennò brevemente il Sandonà nel suo studio II Regno Lombardo-Venato. 1814-1859, atlri-
1) ALDO BERSELLI, Movimenti pulitici e sociali a Modena dal 1796 al 1859, in Aspetti e problemi del Risorgimento a Modena, Modena, 1963, p. 39. 3> Ibidem, p. 2(5.