Rassegna storica del Risorgimento
PO NAVIGAZIONE 1816-1823
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1970
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La navigazione del Po
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Intendo la responsabilità del fallimento dell'accordo al duca ài Modena. Si può con certezza affermare egli scrisse che il governo austriaco, e per questo quello di Milano, tentò ogni via per rendere libera la navigazione padana e per migliorarla secondo quanto era slato stabilito nell'atto finale del Congresso di Vienna,... e che non si potè raggiungere l'accordo per la cocciutaggine del governo di Modena che non volle mai accedere, per ragioni d'ingordigia fiscale, alla convenzione approvala dai rappresentanti degli altri Stati.1)
Addentrandoci nei particolari della trattativa, risulta difficile concordare con il severo giudizio del Sandonà sul governo di Modena.
Se per determinare la responsabilità della mancata conclusione della convenzione dovessimo limitarci ad appurare chi materialmente vi si oppose, senza approfondirne i motivi, non potremmo non far nostro il parere del Sandonà; ma se per responsabilità intendiamo precisare le ragioni vere e profonde che causarono l'insanabile dissidio, allora risulterà chiaro che il governo di Modena rifiutò costantemente di piegarsi ai voleri dell'Austria per non accettare proposte che, sotto l'apparenza di equità, avrebbero fatto sì che il sacrificio sopportato dalle finanze estensi andasse ad esclusivo vantaggio di quelle di Vienna.
Ma il Sandonà, che nel corso dell'opera non risparmiò all'Austria circostanziate accuse, in questo caso, forse per quell'innata avversione, più emotiva che critica, che molti autori ebbero per Francesco IV quale riflesso di un sentimento largamente diffuso nell'Ottocento ed all'inizio del nostro secolo quando le violente passioni del Risorgimento ancora influenzavano il giudizio sui protagonisti delle trascorse vicende, sembra essere più indulgente col governo di Vienna che con quello di Modena, al quale rimane se non altro il merito di aver proposto - quale estrema ratio - una soluzione della questione (rifiutata da Vienna) che a parer nostro non può che tornargli ad onore.
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La questione si presentava in questi termini. Il Congresso di Vienna, nel ricostituire l'assetto europeo, aveva ritenuto opportuno dare le direttive per una uniforme sistemazione della navigazione dei grandi fiumi.
Gli articoli dell'Atto finale del Congresso (108 a 116), -"' facendo proprio in questo caso l'indirizzo che aveva improntato gran parte dell'azione del regime napoleonico, confermarono la libertà di navigazione dal punto di vista commerciale dei fiumi che dividevano o attraversavano più Stati e sancirono l'uniformità dei sistemi di riscossione delle tasse e d'organizzazione della polizia, da estendersi ove possibile alle ramificazioni ed ai confluenti navigabili.
Anche i diritti di navigazione dovevano essere stabiliti in modo uniforme ed invariabile e non superare in entità quelli allora esistenti: Yoctroi sulla navigazione del Reno poteva servire d'esempio, come norma approssimativa . La tariffa, una volta fissata, non poteva essere aumentata se non coll'accordo di talli gli Stati confinanti, la navigazione non doveva essere ostacolata da altre tasse afl'infuori di quelle indicate nel regolamento.
Sempre allo scopo di incoraggiare il commercio lungo le vie fluviali e
!* [AUGUSTO SAKDOJYÀ, II Regno Lombardo-Veneto 1814-185 Milano, 1912, p. 280. 2) dui el Congresso di Vienna, stampati a Genova 11 2 agosto 1815.