Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <421>
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La navigazione del Po
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lava dell'Entità de' diritti da imporsi sulla navigazione del Po e loro riparto.. Esclusa la possibilità dì ripristinare il caotico e vessatorio sistema di tassazione vigente prima del 1796, nonché le tariffe del Regno d'Italia, dacché queste furono piuttosto l'opera dell'impulso momentàneo delle circostanze che il frutto di un lavoro maturo e coordinato , il relatore, rifacendosi a quanto stipulato nel regolamento della navigazione del Reno, proponeva una tassa di naviga­zione graduata in ragione composta della piantila del carico, della lunghezza del trasporto e delle diverse circostanze di località dove questo si effettua; ed un diritto di ancoraggio o ricognizione o fondo di nave che dir si voglia sulle navi che approdano agli Uffici di Darsena.
Illustrati i due primi principi cui doveva informarsi la tassa di naviga­zione, così continuava il relatore: Quanto poi alla terza proposizione, io ne deduco la convenienza dal considerare che la lassa di navigazione è principal­mente destinata in compenso delle spese per la conservazione dell'alveo del fiume e pel mantenimento degli argini e strade che lo fronteggiano nel suo corso, giusto è che tale compenso sia il più che si può proporzionato alla spesa medesima .
Partendo quindi dal presupposto che la tassa di navigazione dovesse essere remunerativa delle spese di manutenzione del fiume, le quali aumentavano coll'avvicinarsi alla foce, il progetto proponeva che, diviso il Po navigabile in tre tronchi, si assegnasse un sesto della tassa al primo tronco, due sesti al secondo e tre sesti al terzo. Suggeriva poi di fissare la tassa in centesimi 60 per ogni quintale metrico che discendesse il fiume ed in centesimi 90 per ogni quintale che ascendesse.
Affermato infine che nessun oggetto doveva essere totalmente esente dalla tassa di navigazione, continuava: Ne verrebbe da ciò che anche gli articoli erariali di questo Stato dovrebbero pagare la parte loro. Ma se si considera la porzione del territorio Lombardo-Veneto si troverà che minimo sarà quanto da questo Governo si dovrà pei suddetti oggetti contribuire agli Stati Esteri in confronto di ciò che dovrebbero essi corrispondere al Governo Lombardo-Veneto .
Non occorreva grande perspicacia per comprendere che questo sistema di tassazione veniva ad attribuire all'Austria, con le sue 238 miglia di sponda nel secondo e terzo tronco, gran parte del gettito complessivo della tassa. Ben conscio di ciò il relatore commentava: Dna tale distribuzione della tassa sembra che abbia tutti i caratteri di semplicità e di equità ed avrebbe inoltre con sé l'in­trinseco pregio di far ricadere nell'Erario di S.M.I. la porzione più abbondante della tassa , e valendosi della posizione di forza in cui il Lombardo-Veneto era venuto a trovarsi quale unico possessore di due sponde, soggiungeva: Tanto più avrebbe il Governo Lombardo-Veneto ragione d'insistere sovra tale metodo di riparto in quanto che uè dallo Stato Sardo, né da quelli di Parma e di Mo­dena si potrebbero far discendere le barche verso la foce, né dallo Stato Pon­tificio o dal mare farle rimontare agli Stali suddetti senza riconoscere il Go­verno Austriaco padrone nel territorio mantovano di ambedue le sponde del Po, laddove libero è pel Governo medesimo la navigazione da Pavia sino al mare nella parte del fiume che è tra il Thalweg (linea mediana del fiume) e la sponda sinistra, con che potrebbe sottrarsi a qualsiasi estero tributo; il che in parole semplici significava la convinzione dell'Austria di poter liberamente navigare coi propri battelli tra Pavia e la foce lungo la riva sinistra del fiume di sua appartenenza, senza dover riconoscere la sovranità degli altri Stati, mentre