Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <425>
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La navigazione, del Po
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Il contrasto che subito si delineo e ohe si rivelerà insanabile tra la posizione austriaca e quella: estense, verteva su questioni di principio; era quindi inutile entrare in un esame dettagliato delle singole proposizioni au-.siriache se prima non si era trovato un accordo sul sistema da applicarsi per la riscossione dei dazi.
Oltre quindi a sostenere la necessità che la libertà di navigazione venisse estesa ai sudditi di ogni Stato ed il nuovo regime applicato anche ai con­fluenti del Po il commissario estense, in una memoria ' ' che egli rimise poi alla commissione austriaca, negava tassativamente che criterio di ripartizione della tassa di navigazione fosse la lnnghezza della sponda. Fa d'uopo con­siderare il Po come una strada comune diceva la memoria che traversa paesi di diverse Sovranità, e come ninno si avviserebbe di formare una comu­nione, e di stabilire le imposte, avuto riguardo alla lunghezza dello stradale che avrebbe a percorrere la mercanzia , cosi era impensabile l'adozione di questo sistema per la navigazione del Po.
Naturalmente negativo era il parere della memoria sull'eventuale costitu­zione di una Commissione Centrale di sorveglianza e di ispettori, in quanto mutili e dispendiosi. In conclusione, netto rifiuto del sistema proposto dal­l'Austria, che portava sì un beneficio al commercio fluviale, ma a scapito dato il nuovo metodo di riparto degli Stati possessori di una breve sponda e quindi del ducato estense. In attesa della nuova seduta il Poli si adoprava per tentare di isolare la commissione austriaca; all'inizio di maggio in questi termini scrìveva al Munarini: Sebbene non siano state finora tenute nuove sessioni per la navigazione del Po, pure non sono stato in ozio, e spero che non saremo soli a sostenere utili principi contro la commissione austriaca e la commissione romana. Le cose vanno purtroppo in lungo, e sono così adem­pite le verbali istruzioni . -i
La seconda seduta ebbe luogo il 13 maggio e fu dedicata alla discussione delle proposte austriache. Il commissario estense fece presente su ogni punto la posizione del governo di Modena, confermando quanto già illustrato nella citata memoria.
Come era naturale, la discussione si accese sulla natura della tassa di navigazione. H Poli sostenne consistere questa lassa in un puro diritto di tran' sito, ossia in un dazio dell'indole di tutte le altre imposte di Finanza , il cui
straordinario presso la commissione diplomatici! che doveva riunirsi in Milano (lettera del conte Munarini al Poli del 9 gennaio 1816. Ardi. Poli), già aveva ricevuto delle istruzioni sovrane (datate 23 aprile 1816. A.S.M. e Ardi. Poli), tuttavia quasi total­mente dedicate alla questione del Monte Napoleone. Dei quindici paragrafi, soltanto il quattordicesimo si occupava del Po; ignorando le complesse questioni che la si ulema zi on e della navigazione di questo nume presentava, Francesco IV si era limi­tato a precisare che per non intralciare la navigazione e favorire il commercio occor­reva stabilire di comune accordo una Tariffa pel transito dei diversi generi di mercanzia, fissando quanto ogni Stato cointeressato debba percepire di un simile dazio di transito... .
Data la piega presa dalle trattative, queste primo istruzioni erano rimaste natu­ralmente prive d'effetto.
i) Memoria allegata alla lettera del conte Munarini al Poli del 1 maggio 1819. AJSM. e Arch. Poli.
2) Lettera cifrata del Poli al conte Munarini doll'8 maggio 1819. Arch. Poli.