Rassegna storica del Risorgimento
PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno
<
1970
>
pagina
<
428
>
428
Paolo IiernardeUi
Alla sedata del 25 loglio, mentre le altre commissioni sollevarono alcune obiezioni marginali dettate dall'immediato interesse i commissari sardi ad esempio sostennero che il Po iniziava ad essere navigabile a Villaf ranca 'J e che le spese di manutenzione del primo tronco erano maggiori di quelle degli altri due al fine palese di ottenere un più favorevole riparto della tassa il commissario estense ribadi la sua opposizione di principio alle proposi* zioni austriache. Gli argomenti usati dal Poli possono essere sintetizzati utilizzando alcune parole del verbale della seduta, che assai si dilunga sull'intero dibattito. Il Commissario di Modena fa presente che sebbene riconosca che il nuovo progetto receda in qualche parte dall'antecedente, in cui la divisione della tassa era regolata soltanto dalla pertinenza della linea delle rive rispettive del fiume, trova per altro che anche l'ultimo ha per suo speciale scopo questo stesso principio, quando il primo e principale elemento per determinare la tassa di navigazione e la conseguente di lei compartecipazione dev'essere quella della Sovranità, che si deve considerare eguale per rutti nell'esigere un Dazio di transito, in cui sostanzialmente si risolve quello di cui si tratta, qualunque sia la sua denominazione ed il titolo . 3)
A conferma di ciò, il Polì notava che gli articoli dell'Atto finale del Congresso di Vienna non avevano portato alcuna deroga a questo principio e che infatti ai fiumi Neckar, Meno, Mosa, Mosella e Schelda era stata data una regolamentazione tariffaria che non poneva la lunghezza della sponda e le spese di manutenzione a base della ripartizione della tassa di navigazione.
Per tutta risposta la Commissione austriaca questa volta affermò senza riserve od esitazioni che gli Stati che si affacciavano su una sola sponda del Po non avevano più il diritto di percepire dazi di transito.
Al termine della seduta il Poli fece ancora notare che il progetto austriaco non s'era occupato della sistemazione dei confluenti del Po; al che i commissari austriaci e sardi risposero di comune accordo che per la navigazione del Ticino non occorreva alcuna nuova regolamentazione, vigendo tuttora, in quanto richiamato dall'Atto finale del Congresso di Vienna, il trattato del 1751 tra Austria e la corte di Torino. Per i fiumi Panaro e Secchia, di grande importanza per lo Stato Estense, le varie commissioni si trovarono invece d'accordo a riconoscere la ragionevolezza delle viste del Sig. Commissario Esten-. se>,*) proponendo tuttavia che della sistemazione di questi corsi d'acqua se ne occupassero in una trattativa separata esclusivamente gli Stati interessati.
In tal modo le commissioni tentavano di eludere il desiderio del Poli di dare omogeneo e sistematico assetto alla navigazione di tutti i confluenti nell'ambito della più generale trattativa relativa al Po. Ma anche su questo punto il commissario estense non cedette e fece mettere agli alti d'essere di avviso che fossero necessarie misure comuni e non parziali per tutti i confluenti del Po, giacché è certo, che volendosi fare prosperare la navigazione di questo fiume non potrebbesi ottenere siffatto intento principale se non restasse ad un tempo regolata quella, senza ledere i Trattati preesìstenti, che riguarda, le acque per mezzo delle quali devesi partecipare alla navigazione di detto filime.*''
1) Paese bagnato dal Po, n monte di Torino.
*> Verbale della raduta tenutasi il 25 luglio 1820. A.S.M. a Arcb. Poli.
9) Vorbale della raduta tenutasi il 25 luglio 1820. A.S.M. e Ardi. Poli.
*) Verbale della sedata tenntasi il 25 luglio 1820. A.S.M. e Arcb. Poli.