Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <430>
immagine non disponibile

430
Paolo Bernardelli
Veneto con le sue 9 ricevitorie e Modena coti la sua unica. Per le spese eli manutenzione del fiume, gravanti naturalmente in misura diversa sili vari Stati a seconda della lunghezza della sponda, veniva a supplire la tassa pel fondo di nave, ehe dovendosi pagare ad ogni ricevitoria recava ai vari erari un diverso introito.
Il secondo punto si rendeva necessario per evitare che le merci, già col­pite dai diritti doganali nello Slato di provenienza ed in quello di destinazione, venissero assoggettate anche alle tasse di navigazione in questi Stati, soggia­cendo così ad una doppia tassazione, cosa che non avrebbe eerto favorito lo sviluppo del commercio. Sempre allo scopo di aiutare il commercio erano posti i punti 3 e 4.
La sesta proposizione veniva poi difesa dal Poli con queste parole: E troppo chiaro che volendosi accrescere, o far prosperare la navigazione di questo fiume (Po), se non rendesi libera, ed esente da tasse quella dei canali o torrenti per i quali si ha accesso al medesimo, o se ne ha la sortita, non sarà giammai possibile di ottenerne l'interno. A che gioverebbe il determinare una vistosa diminuzione dei dazi del Po, quando l'uso della navigazione potesse altrimenti essere impedita, od aggravata nelle di lei diramazioni? Sarebbe strano che in questi dovessero continuare ad esistere quegli ostacoli al commercio, che si propone di togliere nel fiume principale . ' '
Ma la vera originalità del progetto estense consisteva nella coraggiosa ri-chiesta che la trattativa per la navigazione del Po venisse estesa alla sistema­zione della ben più importante e delicata questione dei diritti doganali. Prima di terminare il Poli, con una visione dei problemi inerenti al commercio più ampia e profonda dì quella delle altre commissioni, proponeva : Ma que­sto commercio, non cesso di ripeterlo, sarà sempre limitato anche ad onta del­l'accennato vantaggio (navigazione del Po), se altre provvidenze più generali non sì adottino a renderlo più fiorente, ed utile agli Stati confinanti. So, che tale oggetto forse non è attualmente tra le attribuzioni dell'Imperiale R. Com­missione, ma questo voto di conciliare misure più estese, potrebbe bene da essa portarsi alla cognizione dell'illuminato di lei Governo, che non potrà non. ritenere, che le misure parziali saranno sempre inefficaci ad ottenere uno scopo di tanta importanza per ognuno, quando sì lascino sussistere gli ostacoli all'importazione ed esportazione dei prodotti specialmente del suolo, che sono quelli, i quali a differenza delle altre merci, sono più frequentemente traspor­tati sulle acque del Po. Estesa pertanto la presente negoziazione anche a que­st'ultimo oggetto, come la parte più essenziale, sarebbe allora di proposito prov­veduto alla maggiore prosperità del commercio, ed in conseguenza alla più utile ed attiva navigazione del sovente nominato fiume . -'
La commissione austriaca non rispose ufficialmente al progetto estense; se ne occupò invece in forma privata il consigliere Dordi, anima di questa commissione. In due lettere al Poli, il Dordi, irritato per l'irremovibile oppo­sizione del commissario estense e per le sue proposte che sempre più allon­tanavano la trattativa dalla soluzione auspicata dall'Austria, apriva l'animo ad uno sfogo pieno di acredine e risentimento.
Da ogni parola traspare un mal represso livore ed il tentativo di esercitare
i) Proposta estense de! 18 oprile 182). ASM. e Arch. Poli. 2) Proposta estense del 18 aprile 1821. A.M. e Ardi. Poli.