Rassegna storica del Risorgimento
PO NAVIGAZIONE 1816-1823
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1970
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Paolo BernardeUi
del progetto austriaco, diramala alle varie commissioni a fine luglio. Le nuove proposte nella sostanza non si scostavano di molto dalle precedenti. Tutta l'impostazione di base restava immutata; soltanto la tariffa della tassa di navigazione veniva maggiormente differenziata a seconda delle merci, suddivise ora in tre classi. Veniva proposta una tariffa più favorevole per i generi di privativa ed ì prodotti del suolo ed una speciale addizionale a favore di Parma, che si era lagnata della tenuità del suo introito, da pagarsi alla ricevitoria di Piacenza, quale contributo per il mantenimento del ponte sul Po. Altra novità era l'unificazione delle tariffe per le merci che discendessero o risalissero il fiume. Veniva poi abbandonata l'idea di creare un Magistrato di Sorveglianza: il progetto si limitava a prescrìvere ai funzionari che ogni Stato avrebbe nominato per controllare l'andamento della navigazione, l'obbligo di comunicarsi vicendevolmente le necessarie informazioni.
Infine la questione della sistemazione dei confluenti era lasciata al Regolamento da attuarsi una volta approvata la convenzione.
Il commissario Poli, forte delle istruzioni sovrane che ribadivano con grande fermezza la volontà di non accettare il progetto austriaco,1' si presentò a queste sedute più battagliero che mai. Col passare del tempo l'indirizzo del governo di Modena ai era fatto sempre più chiaro e lineare, polarizzandosi attorno a tre concetti fondamentali: 1) tassativo rifiuto di tutti quei principi che portavano a qualificare la tassa di navigazione come una semplice imposta remunerativa delle spese di manutenzione del fiume, proporzionata quindi alla lunghezza della sponda, e non un vero e proprio diritto
*) Come visto, per Francesco IV accettare la proposta austriaca avrebbe significato rinuncia al diritto di sovranità. Dicevano le istruzioni sovrane datate 14 agosto 1821: Jl diritto di stabilire dei Dazi di transito è inerente a qualsiasi Sovranità grande o piccola, e non è altrimenti proporzionata alla lunghezza della riva del fiume, come non Io è a quella della strada, riguardo ai transiti per terra.
Sulle acque del Po alla fronte Estense i transiti appartenevano al Duca di Modena a termini dei trattati preesistenti, e vi appartengono tuttavia, giacché nel Congresso di Vienna sono stati assegnati gli antichi Confini al Ducato di Modena; non può dunque il Duca di Modena né rinunciare al diritto di transito inerente alla Sovranità, come non potrebbe né rinunziare né alienare una parte del suo territorio. in pregiudizio de* suoi successori, né può essergli tolto tale diritto da chicchessia.
Non può del pari essergli contestato il possesso, e l'esercizio di tale diritto, o quindi non può pretendersi che pregiudichi il sno Erario col ridurre ad una insignificante tenuità colle proposte tasse questo ramo di rendita, e pregiudichi del pari il commercio del suo Stato con i nuovi vincoli che gli si imporrebbero, a meno che gli venisse accordato un corrispettivo. (Istruzioni sovrane del 14 agosto 1821. A.S.M. fs Areh. Poli.
La costante preoccupazione del governo di Modena di riuscire ad ottenere che la trattativa portasse un reale miglioramento al commercio estense, traspare nuova* mente dalla disposizione finale delle istruzioni: qualora il punto di vista estense fosse stato accettato, il Poli era autorizzato a convenire in un ulteriore ribasso della lassa proposta nella nota del 18 aprile 1821, purché fosse accordato allo Stato Estense un compenso di tale sacrificio mediante qualche facilitazione a favore del Commercio dello Stato, e segnatamente dei Vini Modenesi e dei grani Mantovani, a fronte di che si potrebbe pare accordare l'estrazione de' hovini. . In altre istruzioni riservato, datate sempre 14 agosto, il Molza indicava la misura della riduzione della tassa ed insisteva inoltre perché anche la navigazione dei confluenti del Po fosse dichiarata libera. (Istruzioni sovrane riservate del 14 agosto 1821. A.S.M. e Ardi. Polii