Rassegna storica del Risorgimento
PO NAVIGAZIONE 1816-1823
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1970
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434
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Paolo Bcrnardelli
missione Austr. scriveva in cifra il Poli al Molza confidenzialmente mi ha fatto sapere che potrebbe forse a noi essere accordata una seconda Ricci-loria attiva, convenendo noi sul resto. Un altro più volte a me ha detto che Tlrnp. d'Austria, non accordandoci, prima di tutto sospenderà il pagamento dei sali. Al primo ho risposto che è da tenersi a calcolo la cosa, ma che il prò getto della Commissione Austriaca è mai tempre dannoso al nostro commercio. Al secondo, che la giustizia dell'Imp. d'Austria si ricuserà a dei fatti violenti. Credo che la Comm. Austr. tenda a qualche convenzione separata. Diffido assai della Commissione Romana; non crederei della Commissione Sarda. Il Commissario di Parma ora brama che nulla si faccia.1'
Ed il Molza di rimando: Non basta che fosse a noi data una seconda ricettori a attiva non compensando i danni del nostro commercio, e della ri nuncia al diritto di transito. Non spaventa la minaccia dei sali riposando sulla giustizia delTImp. d'Austria, né la idea di una convenzione separata; in questo caso la nostra potrebbe essere più vantaggiosa .a*
Francesco IV era oramai fortemente deciso a non cedere alle pressioni austriache ed a difendere a tutti i costi quello che riteneva un suo diritto irrinunciabile. Il coraggioso atteggiamento del duca di Modena appare chiaro in questo scritto privato del Molza al Poli: Quanto alla negoziazione pel Po, capisco benissimo il di lei imbarazzo, ma non vi è il caso di proporre la libera navigazione andava il commissario estense indirizzandosi verso la soluzione dell'abolizione totale delle tasse di navigazione? mentre S. A. ha trovato ben fuor di regola il pretendere che l'Atto finale del Congresso di Vienna dica quel che non dice, e non trovando motivo per recedere dalle date Istruzioni, mi ha detto che se non si cambiano massime non se ne farà niente, e se si rompesse la negoziazione, pretendendosi di ottenere l'equivalente con vie di fatto, Ella dica, ma non scriva, che l'A. S. è tanto persuasa che non si può obbligarlo a rinunziare al diritto di transito inerente alla Sovranità ed a pregiudicare così se stesso ed i suoi successori, che non avrebbe difficoltà in tal caso a giustificare colle stampe in faccia a tutta l'Europa la ragionevolezza della sua opposizione .8'
Sotto l'impressione di queste larvate minacce, terminavano anche per quel-ranno i dibattiti relativi a questa sfortunata trattativa. Le due commissioni avversarie l'austriaca e l'estense continuavano a trovarsi più che mai divise, senza che il minimo avvicinamento si fosse verificato; al contrario i punti di divergenza si erano fatti più profondi, in modo da rendere non più sperabile, sul finire di quel 1821, una soluzione positiva della vertenza.
Prendendo lo spunto dall'Atto per la navigazione del fiume Elba, con-eluso nel 1821 da diversi Stati del l'Europa centrale tra cui la Prussia e la Sassonia, dalla Danimarca e dall'Austria stessa, ed entrante in vigore il primo gennaio 1822, il consigliere Dordi, all'inizio di quell'anno, in una nota privata si affrettava ad informare il Poli che questa convenzione aveva sancito i medesimi principi sostenni} dall'Austria per il Po . *)
') Lettera cifrata del Poli al marchese Molza del 25 ugosto 1821. A.S.M. e Arch. Poli.
a) Lettera cifrata del marchese Molzn ni Poli del 29 agosto 1821. A.S.M. e Arri. Poli.
aJ Lettera del marchese Molza al Poli del 26 agosto 1821. A.S.M. e Arch. Poli.
> om Dorili al l'oli del 26 febbraio 1822. A.S.M. e Arch. Poli. In questa memoria il commissario austriaco, a sostegno delle proprie pretese, citava alcuni articoli