Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <436>
immagine non disponibile

436
Paolo Bernardelli
sirao animare di proposito, e con vera efficacia, il che è intrinseco alla natura delle disposizioni del citato atto finale, rendesi indispensabile, che non una sola causa, ma tutte si tolgano <iielle che sostanzialmente si oppongono al propostosi inlento. Se i diritti minorati Milla navigazione possono solo legger* mente influire, e concorrere ad aumentarla, non devesi perdere di mira il più efficace rimedio, che consiste nel togliere di mezzo, od almeno nel diminuire i vistosi dazi, che per gli oggetti del suolo si esigono da qualche Governo mentre questi sono presso che gli unici, od almeno formano la parte princi­pale di quelli, che ordinariamente si trasportano per il Po. Le misure pertanto per levare i veri ostacoli alla Navigazione non devono limitarsi al semplice corso delle acque, sulle quali percorrono gli indicati oggetti, ma devono esten­dersi anche alle località, ove di questi ne segua 1'hnportazione, facilitandole con una minorazione di imposte. L'utilità di provvidenze simili sarebbe comune, e non privata di un solo Stalo. Tutti ne avrebbero quel corrispettivo, che indispensabilmente deriverebbe da quel maggiore movimento, che resterebbe così impresso alle relazioni commerciali, che in modo speciale per i generi del suolo esistevano già una volta tra gli Stati confinanti del Po, e che ora dovrebbero essere ripristinate, se anche altra vista non vi fosse che quella di ravvivare l'attuale navigazione, che riconosce il di lei annientamento piò che dalle tasse di transito, che sono per limitarsi, da quelle imposte all'impor­tazione .
Non potrebbe servire di difficoltà a dar peso a tali riflessioni il testo dell'articolo 115 dell'Atto finale sopracitato, ove si dice, che le Dogane non avranno cosa alcuna di comune coi diritti di navigazione. Sarebbe assurdo il credere, che fosse vietato, formando un sistema diretto ad eccitare ed ani mare la navigazione, di farvi entrare come principale elemento una mi­norazione dei più forti ostacoli che direttamente influiscono ad annientarla. Chi ha voluto e vuole un fine, vuole anche necessariamente la scelta, e l'ap­plicazione ragionevole di quei mezzi che sono gli unici per conseguirlo. L'ar­ticolo indicato non può adunque vietare, e non vieta che il nuovo piano sia compiutamente diretto a conseguire lo scopo, che è intrinseco alle disposizioni dell'Atto più volte ricordato. Una circolazione pertanto che non trovi una forza respingente in dazi gravosi, e fondata nella reciprocità del mutuo cambio tra gli Stati confinanti il Po, mentre farebbe il vantaggio dell'originario proprie­tario e del consumatore ancora, e servirebbe cosi mirabilmente alla vista po­litica di togliere tanti reclami delle popolazioni, sarebbe la sola da far pro­sperare la navigazione, e da portare al commercio quél favore che in tutt'altro piano o sistema non potrà giammai godere .
La commissione austriaca, per tutta risposta, chiuse la seduta affermando séccamente che le proposte del commissario estense erano tali da non lasciare speranza alcuna di avvicinamento . Asserito quindi in forma perentoria di avere ordini precisi ed assoluti di non entrare in trattative che avessero o diretta­mente o indirettamente riguardo al sistema doganale de' diversi territori , concludeva di non poter far altro che * informare la propria Corte dei sentimenti del Duca! Governo, riuscendo inutile nello stato attuale delle pretese di questo, qualunque ulteriore trattativa in suo concorso.1'
i) Verbale della sedata tenutasi il 28 maggio 1822, A.S.M. e Ardi, Poli.