Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <439>
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La navigazione del Po 439
pubblico bene a cui sono sempre intesi, concorrendo a dare al commercio il proposto favore, sebbene limitato al corso, che quello deve fare pel Po, saranno in tal guisa tolti, né saprebbesi dubitarne, gli ostacoli, i quali sino ad ora hanno dovuto esistere, per protrarre che fosse condotta a termine la relativa pendente Convenzione . *)
La nota del commissario estense rimase senza risposta.2)
La commissione austriaca che aveva condotto tutta la trattativa nel senso di cercare d'ottenere dalla convenzione il maggior utile, doveva essere rimasta perplessa ed imbarazzata di fronte al progetto di Modena, che proponeva ad­dirittura l'abolizione della tassa di navigazione.
Accettare significava rinunciare ad una importante fonte di reddito, rifiu­tare era mostrare indifferenza per i bisogni del commercio che in quegli anni languiva senza grandi speranze di ripresa. L'aulica cancelleria scelse la via più semplice: non rispondere nella speranza forse che col passar del tempo il velo della dimenticanza avrebbe risolto ogni problema.
Ma ufficiosi colloqui dovettero continuare per qualche tempo. Nel marzo del 1824, quando quasi un anno era passato dal giorno in cui il Poli aveva con­segnato la sua nota alla commissione austriaca, il Dordi ancora in questi ter­mini scriveva al commissario estense: Del Po non si parli e che vor­reste che vi dica? ci pervenne una nuova istruzione di oltre 30 fogli, nella quale e voi e Modena sono accennati almen 200 volte, e si fanno alte mera­viglie, come la Commissione LR.... ma, non ne parliamo per non gettare il fiato . 8)
Così nel nulla finiva la proposta del consigliere Poli. Tuttavia proprio ora, quando le ultime speranze di giungere ad un accordo andavano svanendo per sempre, al commissario di Modena era riservata l'unica soddisfazione della trattativa. La commissione sarda che aveva continuamente sostenuto nelle sue linee essenziali il punto di vista austriaco, doveva essersi ora convinta dei reali benefici che l'ultimo progetto estense, di cui era stata messa al cor­rente in via confidenziale, avrebbe portato al commercio sul Po; per etti il vecchio commissario piemontese Tarsie, che in tutti questi anni s'era legato di vera amicizia col Poli, con il quale più volte s'era trovato a dover fronteg­giare la prepotenza austriaca mostrata nella questione del Monte Napoleone, veniva a schierarsi al fianco del commissario estense appoggiandone aperta­mente le tesi.
Nel marzo del 1824 il Tarsis scriveva al Poli: Amico carissimo, appro­fitto del ritorno a Modena del garbatissimo Comm. Fabbri per iscrivervi que­sta mia e dirvi in primo luogo che si io, che tutta la famiglia Tarsis desidera di rivedere il carissimo Poli, in secondo luogo che nell'ultima seduta per gli affari del monte bo dato diverse interrogazioni suggestive a Sigji Barone Ra­nella, e Cav. Dordi* e mi riuscì di sapere, che il Ministro, di cui non mi ricordo il nome, riscontrò da Vienna sulle proposizioni fatte dal Cons. Polì, e fa­
ti Nota Poli del 6 agosto 1828. A.S.M. e Ardi, Poli.
2) La nota Poli del 6 agosto 1823 è l'ultimo atto registralo nelIV Indice degli Affari riguardanti la Navigazione del Po del Ministero degli Affari Esteri e Polizia Generale del Ducato di Modena, che riporta in ordine cronologico tutti gli atti rela­tivi a questa trattativa, a partire dal 1816. A.SJW.
a) Lettera del Dordi al Poli del 20 marzo 1824 Arch. Poli.