Rassegna storica del Risorgimento

PO NAVIGAZIONE 1816-1823
anno <1970>   pagina <441>
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La navigazione del Po
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Nell'inviare confidenzialmente una copia di questa nota al Poli, il Tarsia scrìveva: Amico carissimo, eccovi l'analisi coll'apologia da me fatta al vostro progetto per la libera navigazione del Po. Io l'ho letta giorni sono alla Com­missione riunita, e l'esempio della Polonia e dei Trattati stipulati per la libera navigazione di quei fiumi si convenne che erano grande argomento per sostenere il vostro progetto. Il Cav. Dordi però sostiene che li trattati da me citati per la Polonia non ebbero effetto e -che anche in Polonia si pagano ora gli stessi Dazi come in Italia sui prodotti Turali* che questa circostanza dovrèbbe però verificarsi meglio. Il Consigliere Dordi si è offerto di mandare il mio scritto a Vienna, ma io non vi ho acconsentito, perché dovrei prima mandarlo alla mia Corte, e perché amo di sentire prima le risposte che si faranno da Vienna per mezzo del Conte Sardagna sul vostro progetto. La comunicazione dunque che vi faccio del mio scritto è in confidenza . W
Ma anche l'intervento della Commissione sarda era ben lontano dal far mutare l'Austria d'indirizzo!
All'inizio del 1825 il conte Alborghetti scrivendo al Poli da Milano su vari argomenti, così brevemente lo informava: Non si è parlato più di Po, e senza di ciò non ho lusinga di vedervi a Milano, lo grazie al cielo sto bene dì salute... ,2)
E nel 1826, dal castello di A glie residenza estiva di Re Carlo Felice dove si trovava con il duca di Modena, il marchese Molza scriveva al Poli tra le altre cose di non comunicare ancora ufficialmente alle altre commissioni il progetto (estense) della libera navigazione, senza l'assenso sovrano .8)
Furono questi gli ultimi brevissimi accenni alla trattativa. I commissari continuarono ancora per qualche tempo ad incontrarsi dì tanto in tanto in Milano per sistemare le ultime pendenze del riparto del debito pubblico del Monte Napoleone, ma del Po non si parlò più.
La trattativa s'era definitivamente arenata; in tal modo era andata elusa la volontà del Congresso di Vienna e la navigazione del Po continuò così ad
navigazione de* fiumi e canali in tutta l'estensione dell'antica Polonia la quale trovasi nell'identiche circostanze dell'Italia non vede lo Scrivente cosa si possa Aggettare ed eccepire al progetto ultimamente proposto dall'Egregio Com.o Plenipotenziario di SAJ.R. il Duca di Modena. Egli acconsente anzi propone la libera circolazione de' prodotti rurali, ed acconsente che sotto la condizione che niente sia innovato sui vigenti trattati e prattiche (sic) per i generi regali transitanti nel Po, resti nel rima* nenie la navigazione di questo, fiume libera affatto da qualsivoglia dazio di transito, e da qualunque siasi altra tassa o contributo sotto qualunque denominazione, titolo o motivo percepire si pretenda, dovendo tale libertà ed esenzione estendersi ai Con­fluenti, e specialmente a quelli, i quali separano o traversano Stati differenti.
Questo progetto del Com.o di Modena se si eccettua la condizione da lui volata per li generi regali transitanti nel Po, è in tutto il resto perfettamente con* forme ali! princìpi stabiliti dai Trattati di Parigi e di Vienna, ed alla spiegazione data a questi prìncipi dall'Austria, Russia e Prussia ne* trattati riguardanti la libera navigazione de* fiumi a canali in tutta l'estensione dell'antica Polonia. (Nota Tarsia alla Commissione austriaca dotata agosto 1824 in Ardi. Poli). lue sottolineature sono nel testo della nota.
i) Lettera del Tania al Poli del 4 agosto 1824. Arch. Poli.
3) Lettera del conte Alborghetti al Poli del 29 gennaio 1825. Arch. Poli.
s) Lettera del marchese Molza al Poli del 26 ghigno 1826. Arch. Poli.