Rassegna storica del Risorgimento
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> 1870
anno
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1970
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pagina
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445
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LA LIBERAZIONE DI ROMA VISTA DAL TRENTINO
La personalità politica di maggiore prestigio presente nel Trentino nei giorni della Breccia di Porta Pia era quell'abate Giovanni a Prato, che aveva anche la ventura di dirigervi il giornale II Trentino che ai fece appunto portavoce del giubilo popolare manifestatosi pubblicamente nei centri principali della regione. Assenti, invece, esponenti del sentimento nazionale come Tommaso Gar e Giovanni Prati, esuli in Italia. L'irritazione della Curia trovò subito espressione in una lettera circolare del vescovo Riccahona e nella raccolta di firme di protesta dei fedeli. Di questa reazione si fa portavoce l'a Prato in una lettera alla redazione del Fanfulln. quotidiano satirico apparso a Firenze il 16 giugno di quell'anno ed espressione di circoli di Sinistra, che aveva dato no* tizia delle agitazioni clericali, tacendo invece di quelle patriottiche. ' ' Scrive dunque l'a Prato : Caro Fan fui la, in uno dei vostri ultimi numeri trovo registrato il fatto di dimostrazioni clericali per l'occupazione di Roma avvenute nel Trentino. Questa notizia non può derivare che dalla relazione, che avete trovato nei periodici gesuitici, di una protesta contro l'occupazione di Roma fatta qui firmare da parecchie migliaia di persone. Ma la vostra meraviglia cesserà quando io vi avrò esposto il processo della cosa. Dovete sapere che come nelle provincie meridionali abbondano gli analfabeti nelle provincie settentrionali invece, e massimamente nel Trentino, pochi vi sono anche nelle più remote alpestri vallate che non sappiano leggere e scrivere; le scuole primarie abbondano fra noi così meravigliosamente, che, a conti fatti, gli scolari e le scolare delle scuole elementari dai 6 ai 14 anni, ammontano a meglio che 80,000. Ora vi conviene sapere, che non appena fu nota nel Trentino la occupazione di Roma (nella quale occasione vi furono pubbliche dimostra' zioni di giubilo in tutte le nostre città e maggiori borgate) il clero, che aveva preso l'imbeccata dal Valicano, cominciò a fare un coro del diavolo dai pulpiti e nei confessionali; si costituì qui a Trento un comitato segreto, che mandò i
t) Cfr. la lettera dell'a Prato in minuta del 21 ottobre 1870 iti Archìvio Salvador! a Trento. Su Giovanni a Prato rfr. M. DEAMBBOSIS, Conviti ai orisii e riformisti italiani neirSOO. in Rassegna storica del Risorgimento, 1962, 2; La stampa trentina dal 1860 al 1870, Torino, 1966; Protestanti e riformisti italiani nel Risorgimento in Atti e Memoriti del Museo del Risorgimento, Mantova, 1968, e in Rassegna di politica e di storia, Roma, luglio-agosto, n. 165-166, 1968; N. CAVALLETTI, L'abate Giovanni a Prato attraverso i suoi scritti, Trento, 1967. Per il Gar rfr. S. BENVENUTI, Le lettere di Tom' maso Gar, Rovereto, 1963 e Lettere di Tommaso Gar, raccolte a cura di Maria Cessi Drudi, Trento, 1966. Di B. RIZZI cfr. // Trentino nell'anno dalia liberazione di Roma 1870* Trento, 1970. Anche a Trieste vi. fu grande giubilo e manifestazioni ancor pio. viva'i che nel Trentino e per il carattere della popolazione e per la presenza in città di numerosi mazziniani, cfr. MAEIAGHAZIA SINICO, Riflessi della Questione Romana nella stampa triestina dal 1870, Torino, 1966. Per il Pan falla ved. V. (IASTIIONOVO, Per la storia della stampa italiana 1H70-I890t in Nuova Hi vista Storica, a. LVII (1963), p. 127, ove M preciia che venne fondato a Firenze fi 16 giugno 1870 dal barone De Renzi*, Cesena, Piacentini ecc. e vi' collaborarono l'avv. Ferrigni (Jorickl, il veneziano De Tot (don Beppino). Fu un foglio Ubera 1-moder alo fino all'avvento del trasformismo e raggiunse una tiratura di 20-25.000 copie.