Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
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1970
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pagina
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447
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ANCORA RIEVOCAZIONI DELLA GRANDE GUERRA
Ricorrendo il cinquantenario di Vittorio Veneto, sono state edite non poche pubblicazioni riferentesi allo storico avvenimento: pubblicazioni ovvia* mente diverse fra dì loro sia per la mole tipografica e sia per la varietà degli interessi; ma tutte apprezzabili e bisogna riconoscerlo quasi sempre immuni da ridondanze rettoricbe.
Pertanto nel loro insieme rappresentano un notevole contributo di testimonianze, di valutazioni e di elaborazioni scientifiche ai fini di una più documentala e più serena e più viva storia degli avvenimenti di cui è Btato attore il popolo italiano dalla primavera del 1915 al tardo autunno del 1918.
Di un buon numero di tali pubblicazioni si è parlato in questa Rassegna (fase. Ili luglio-settembre 1969), dando e non a caso - la preferenza a quelle che sostanzialmente costituiscono un diretto personale contributo dei combattenti, dei superstiti di quegli anni: anni già cosi lontani e così stranieri al nostro tempo, la cui eco divenuta fievole batte forse invano se pur giunge
alle porte di un mondo assordante ed assordato da tumulti senza limiti di spazio e di misura.
Codesta preferenza a favore degli scritti e delle memorie dei sopravissuti è stata spontanea e ci è sembrata doverosa non fosse altro perché tali opere più intimamente appartengono alla ricorrenza cinquantenaria, e perché esse hanno intrinsecamente il pregio di genuine testimonianze e di discorso personale e caldo di umanità: elementi preziosi sotto ogni aspetto pur riconoscendo la necessità di un vaglio critico che aiuti a scoprire e ad esporre obbiettivamente la verità.
Codesto apprezzamento (doveroso anche perché non si può mancare di rispetto e, vorremmo dire, di gratitudine a chi ha compiuto con le armi il suo dovere e ritiene di compierlo tuttora con la penna) non implica la sva-lorizzazione di quelle altre opere alle quali anche in questo cinquantenario
hanno atteso gli studiosi ed i critici, opere cui spetta più propriamente la qualifica di storia, e che riguardano o determinati momenti od aspetti dei* l'immane conflitto, oppure tutta la sua durata ed il suo pieno sviluppo fino alla meta vittoriosa ed anche oltre, e cioè fino a quel deludente domani (1919) che apre il corso della penosa novella storia .
Non si tratta dunque di svalorizzazione, ma di differenziazione fra l'uno e l'altro contributo, fra le pagine * narrative degli ex combattenti e le pagine nelle quali la narrazione è anche uno studio delle, cause e degli effetti, è la presentazione di problemi d'ordine politico e morale, e diventa una indagine sul processo storico per la quale si può risalire ad un'ideologia ispiratrice, a determinare forme di passionalità e ad altri coeflScenti a cui si riconoscono funzioni determinanti.
Tali profonde differenze, palesi soprattutto nelle pagine d'ove prevale l'interpretazione, non sempre perché tacere? trovano consezienti i lettori che in quel tempo, già cosi lontano, videro ed udirono ed operarono di persona.
ciò non può sorprendere. Giacché i combattenti (e chiediamo scusa se