Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
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1970
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pagina
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449
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Ancora della Grande Guerra 449
Questi che già aveva notizia del fuggiasco, mette a sua volta a repentaglio la vita, e lo aiuta a trasformarsi con regolare carta d'identità in un tal Aurelio Costanzo, ed in affiliato alla Giovine Italia che compie appunto un servizio di informazioni* in territorio occupato, contro il nemico occupante.
Non sono finite le peripezie a cui troppo succintamente accenna il Buo-nocore; egli sì limita a ricordare che, arrestato di nuovo (5 sett. del 1918) ma non riconosciuto, riesce tuttavia a fuggire dalle carceri di Spilimbergo proprio nella vigilia della grande azione che porta anche lui, ed è un ritorno a "Vittorio Veneto.
Nei drammatici mesi di quel servizio di informazioni, non è mancata al Costanzo (alias Buonocore) e c'era da aspettarselo la gentile e non meno ardita collaborazione di una giovanissima donna: Assunta Piccin di Valscura.
Fra le non poche illustrazioni che adornano il libro non manca il ritratto di lei, dal quale ci sembra di dedurre che la bellezza fa buona compagnia all'ardimento. Quindi nessuno troverà da ridire se Aurelio Costanzo, ritornato Tanuccio Buonocore Morale, se l'è presa quella collaboratrice, vita naturai durante, facendola sua sposa.
Una storia anche questa, ma aureolata di quell'incantesimo delle fole, in cui la bella fata salva miracolosamente il pericolante che poi non ha difficoltà a lasciarsi beneficiare fino in fondo.
Quanto alle poesie che come abbiamo detto sono la componente del libro, si può riconoscere che la lirica ha le debite armonie, che non manca la commozione per la visione dei luoghi, per sorprendenti ed indimenticabili incontri umani, che non manca soprattutto quella spontaneità e sincerità che contribuiscono a fare delle poesie una testimonianza di vita vissuta, e quindi un documento per la storia.
Codesta considerazione ha valore anche a proposito di un altro libro di poesie che è uscito or ora in nuova edizione integrale, a cura di Anita Pittoni, e cioè La Buffa di Giulio Camber Bar ni. *)
Edizione integrale perché contiene quella del 1920 (pressoché ignorata, apparsa in 12 puntate ne L'Emancipazione, settimanale repubblicano della Venezia Giulia), e quella del 1950 riproducente a sua volta salvo leggerissime varianti quella del 1935 sequestrata dall'allora prefetto di Trieste,, per il suo carattere politico.
La Buffa è stata scritta in trincea; se non ci fossero (ma ci sono) circostanze innumerevoli che lo attestano, basterebbe considerare che le poesie non hanno nulla di ricordanza, non un accento di nostalgia per il passato di guerra e, non una parola che si rivolga ai reduci, per un ritrovarsi coi superatiti Dai piccoli fogli, dai quadernetti di trincea, le poesie e i brani di prosa (che hanno ritmo di poesia) sono stati ricopiati su fogli più idonei per la tipografia; e qui sono nati appunto i fogli a stampa. NulPaltro.
Pertanto Giulio Camber Barn! è un autentico cantore di gesta che partecipando all'azione volontariamente, l'accompagna con In sua voce armoniosa: quindi poesia epica.
Voce e canto di un volontario: si avverte, ascoltando e leggendo, questa
1) Trieste, Tip. Moderno, 1969, in 16". pp. 2U, in 525 esemplari numerati, e 100 ad peronam. S.p.