Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1970>   pagina <453>
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Àncora della Grande Guerra
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Fisicamente e più ancora spiritualmente lo sollevano i giorni delle feste pasquali: la fede religiosa è per lui un grande farmaco; e intanto la primavera si dimostra assai più benevola dell'inverno. Però la fuga resta nei propositi, e spesso diventa il sogno delle notti e motivo di disperato risveglio.
Poi, ancora una volta, il sogno diventa realtà. È il 24 aprile: è compagno della pericolosa ventura un Capitano, e si unisce anche un Tenente.
La vicenda viene narrata in tutti i particolari e con l'abituale chiarezza e semplicità, fino a che ed è il 1 maggio spiati e denunciati, i tre vengono ripresi e ricondotti al Campo, per ferrovia e non senza gravi min accie per la loro sorte. Si trattò di una condanna, e cioè di 33 giorni durissimi e inquali­ficabili di cella, che riducono quei corpi a scheletri.
Ma ecco giungere anche oltre i reticolati le notizie del vittorioso maggio* giugno del Grappa e del Piave: e si giunge finalmente all'ottobre che appare al Conte come il mese più adatto per ritentare la fuga.
Difatti essa viene progettata e tentata più volte (e inutilmente) fino a quando è davvero venuto il suo giorno: ed è il 24 ottobre 1918.
Il tenente Conte questa volta è solo, e sulle prime tutto procede bene, anche il viaggiare in ferrovia, fra... ufficiali tedeschi che forse in quei giorni hanno altro da pensare e non osservano il cencioso viaggiatore. Però sul punto di raggiungere il confine, ossia la salvezza, c'è una pattuglia che lo ferma; e l'impresa è fallita.
Ancora in prigione (ed è il 28 ottobre), e sevizie ed interrogatori e pan-rose min accie. Il 2 novembre, il prigioniero riesce a leggere i titoli di un giornale: Trieste esulta: l'esercito austrìaco si ritira dal Piave...
È fatta. La sboba di quel pomeriggio putiva e faceva schifo , ma la vittoria vendicava la sconfitta di Caporetto: e per la libertà sospirata e rite­nuta quasi impossibile era questione di ore.
Dopo di che, non meno interessanti sono le ulteriori pagine del Diario, pur trattandosi di un semplice peregrinare.
Di codesto Diario noi abbiamo forse parlato con relativa abbondanza; ma ci è sembrato più che doveroso indicare con ampiezza e mettere in luce un documento di tanto pregio. I prigionieri di guerra hanno diritto ad una storia che illumini il loro martirio, e sia di ammonimento agli uomini.
Un altro volume più propriamente e strettamente narrativo è stato pub­blicato nella Collana dei libri azzurri a cura della Federazione Romana dell'Istituto del Nastro Azzurro: ne è autore Giovanni Lame, e si intitola Grigioverdi. )
Il Lume naturalmente è un grigioverde della prima guerra mondiale (ferito più volte e decorato di medaglia d'argento al valor militare). La sua narrazione ha inizio e fine con due grandi date: Quarto dei Mille e Vittorio Veneto.
Ma non si tratta però di una narrazione che segua momento per momento ed in continuità 11 periodo della Grande Guerra nel suo insieme, ma di singole vicende, di fatti singoli e di ricordi personali, ordinati cronologicamente ed aventi 11 loro collocamento se cosi può dirsi - nei vari teatri di guerra, là dove l'A. è stato condotto dalla sorte, e cioè: Carso 1915-1916; Trentino 1916; Carso 1916-1917; Piave e Monte Grappa 1917-1918.
l) Roma, SO.CRA.RO.. 1968, in 8*. pp. 176. !.. 2.500.