Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1970>   pagina <467>
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Libri e periodici
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liberale nella famiglili. L'A, mette in rilievo gli istituii chiave di tale indirizzo: dal'* l'autorizzazione maritale mantenuta nonostante il ano superamento nei territori ex austriaci, al divieto strettissimo di ricerca della paternità, in regresso rispetto allo atesso Codice Albertino, alla legislazione successoria che argina quel programma di {razionamento della proprietà che pur esisteva nella volontà napoleonica. L'A. continua la sua ricerca, per il sessantennio seguente la codificazione, sempre seguendo nel l'esposizione le grandi linee di sviluppo della condizione femminile, del regime patrimoniale fra i coniugi, della condizione dei minori, dei rapporti Stato-Chiesa in fatto di matrimonio. I grandi temi della polemica ottocentesca: il divorzio, l'eman­cipazione della donna, il coordinamento tra matrimonio civile e religioso agitati oltre che dalla sinistra liberale, dalle nuove forze dello schieramento parlamentare, non ricevono però soluzione. Si esce dalla stasi legislativa solo olla fine del periodo fascista quando i problemi dibattati nel sessantennio e le soluzioni proposte sfociano nella nuova codificazione. Per ciò che riguarda la storia del diritto di famiglia nel periodo compreso fra le due grandi guerre, bisogna osservare che il racconto dell'A. appare, a differenza dei capitoli precedenti, spezzato nella sna linea unitaria per il sovrapporsi di una serie di problemi nuovi in cui si articola la realtà italiana del momento. Tale realtà viene alterala nella sua unità da una politica demografica di stile ultranazionalistico, da una campagna razziale ed antiebraica artificiosa, da una tematica colonialista, che introducono frammentarietà e confusione nella legislazione matrimoniale e familiare e che, pertanto, rendono allo storico più ingrato il compito di tessere una trama interpretativa dell'opera legislativa del ventennio fascista in questa materia.
Ne risulta comunque una storia della famiglia che merita un posto a parte per il garbo descrittivo e, al tempo stesso, per i richiami bibliografici estremamente accurati ed aggiornati che, senza nulla togliere al contenuto, costituiscono uno dei pregi principali di questa fatica, di grande utilità per chi voglia tentare lo studio di temi, anche specifici, del diritto familiare.
MAURA MASSAROTTO
// Regno di Sardegna nel 1848-49 nei carteggi di Domenico Buffa, a cura di EMILIO COSTA, voi. II; 19 dicembre 1848-19 febbraio 1849 (Fondi, 58); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1968, in 8", pp. 568 con ili. L. 6000.
Uno dei prò interessanti episodi del 1849 è quello dell'insurrezione di Genova. Nel contempo è il meno studiato: è importante quindi coglierne le motivazioni storiche e le correlazioni con anàloghi fatti accaduti in altre parti d'Italia.
Il volume che ora si presenta permette quindi un'ampia ed inedita carrellata sui retroscena politici che ci interessano. La fatica compiuta da Emilio Costa, con risultati lodevolÌBsimi, colma una lacuna presentando una raccolta di documenti di prima mano e di rari stampati relativi olla missione genovese di Domenico Buffa, Ministro della Agricoltura e Commercio nel Gabinetto Gioberti.
Il Buffa che già nella primavera ed estate del 1848 si era distinto come uomo politico, patriota, deputato (vedi recensione del voi. 1 dei carteggi, sullo Rassegna -1967, pp. 297-99) era stato inviato dal presidente del Consiglio nella Superba, con l'in­carico di normalizzare la propaganda dei repubblicani. Egli ebbe pieni poteri politici civili e militari, in qualità di Commissario regio, dal 18 dicembre 1848 al 19 marzo 1849; si studiò di eliminare il diffuso antipiemontesismo dei liguri che aveva trovato nuovo vigore e nuove occasioni dalle recenti e dolorose sconfitte militari dell'esercito
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All'atto di entrare in città il Commissario, ben conosciuto dagli esponenti di tutti i partiti, emanò un decreto assai conciliante e assai progressista che intendeva chia­rire, secondo le direttive di massima giobertiane, lo differenze e gli intendimenti del nuovo Governo rispetto al precedente e del potere civile rispetto a quello militare.
La diversità del tono e delle conclusioni tra il manifesto del Buffa e quello