Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1970>   pagina <470>
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Libri e "periodici
per un verso è il limile del volume, per un altro permette di seguire giorno per giorno razione delle truppe, i combattimenti, l'atteggiamento delle popolazioni ecc.. Bulla base di una documentazione raccolta con passione. Utile contributo dunque, non opera con preciso significato storiografico.
RENATO GIUSTI
NIDLA DANELON VASOLI, Il plebiscito in Toscana nel 1860 (Unione Regionale delle Pro­vincie Toscane, Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea, Studi e Documenti, 4); Firenze, Olschki, 1968, in 8, pp. 225. S.p.
A differenza dei precedenti lavori del Salvestrini e della Capitini Maccabruni ap­parsi nella medesima collana coordinata e diretta con lucido fervore dal Ragionieri questo della Danelon Vasoli è estremamente circoscritto nel tempo e nella prospettiva problematica. Esso si limita infatti ad analizzare minuziosamente i presupposti imme­diati del plebiscito, ricostruendone a grandi linee l'inquadramento internazionale e con maggior dettaglio le componenti toscane accentrate ovviamente intorno al Rica-soli, a studiare la preparazione tecnica e l'atmosfera propagandistica onde il plebiscito prende vita, a discutere finalmente di esso i risultati per più versi maggiormente indi­cativi. L'indagine è lodevole sia per la sua programmata modestia sia per lo zelo ta­lora insistente posto nel cogliere sfumature e zone d'ombra in un episodio che si pre­senta a prima vista compatto e massiccio in modo indiscutibile. Tale sensazione è in­dubbiamente avvalorata dalla freddezza con cui Ricasolì dominò ed interpretò un espediente altrimenti sconvolgente come quello del suffragio universale, volgendolo anzi ài suoi fini mercé un precettiamo a mezzo tra il paternalistico ed il militaresco la coi ricostruzione costituisce forse la nota di società, d'ambiente, più interessante del volume (che non si pone il più delicato problema generale dell'allargamento del suffragio come tendenza propria di buona parte del moderatismo toscano, appunto a causa della sua prevalente estrazione terriera e della conseguente possibilità di bat­tere il clero sul suo stesso campo in virtù d'una struttura gerarchica estremamente rigida della società rurale). Il clero rappresenta infatti, ben al di là dei granduchisti studiati da Salvestrini, la sola possibilità, se non d'alternativa, almeno di malcontento e turbolenza rispetto alla geometrica architettura posta in essere da Ricasoli: il quale non a torto se ne preoccupa, così accentrando il carattere laico del plebiscito (che viceversa, ad esempio, nel Mezzogiorno dette luogo a curiose contaminazioni pseudo-religiose) come predisponendo un'accurata macchina di controllo e repressione, indi­rizzata praticamente a senso unico, attesa la cordiale collaborazione che i democratici, da Gironi a Dolfi, fornivano nella circostanza, e da tempo, al barone di ferro (qui forse FA. ci avrebbe potuto illuminare un po' più, anche a proposito del rapido venir meno del vecchio mito quarantottesco montanelliano della Costituente). Sottolineata opportunamente l'accentuazione economica e < proprietaria della campagna propa­gandistica per il plebiscito, con importanti aperture a proposito della coscrizione, della paventata scomunica, e soprattutto contro il temutissimo astensionismo (che non mancò di farsi sentire), fatto cenno di certa strumentalizzazione della popolarità di Garibaldi (un doppio binario non discaro da tempo a Ricasoli) e del ferreo imbrigliamento della stampa, l'A. passa a descrivere lo svolgimento del plebiscito, non Bolo facendone risultare le componenti puramente formoli ma spessissimo analizzando situazioni lo­cali che giustificano riluttanze, astensioni o addirittura opposizioni. Un lavoro pulvi­scolare, .s'intende, che si rafforza alla luce di alcuni dati fondamentali, il 68 sol­tanto dt voti unitari in Toscana rispetto al numero degli aventi diritto, ovvero la di­vergenza fra le zone appenniniche e quelle litorali che, da Panattoni a Socci, per non parlare in seguito del socialismo, sarebbero state più tardi roccaforti dell'estrema sinistra. Il volume, concluso da un'appendice documentaria, si sofferma nelle ultime pagine in assennate considerazioni cosi sul significato innovatore della formula uni­taria imposta dal Ricasoli rispetto ni precedente annessionismo puro e semplice delle