Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1970>   pagina <471>
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Libri e periodici 471
Provincie emiliane come sulla portata storica dell'episodio toscano, decisivo nel far valicare all'espansionismo sabaudo, tradizionalmente padano, la barriera, appenninica in una prospettiva ormai inevitabile di unità nazionale*
RAFFAELE COLAPIETRA
RENATO GIUSTI, Il Carteggio Luciani-Antonini (1861*67) (Miscellanea di Stadi e Me­morie, voi. XII); Venezia, Deputazione di storia patria per le Venezie, 1968. in 8. pp. 206. S.p.
Dopo la pubblicazione délVEpistolnrio di Carlo Cambi fa cura di G. Quarantotti, Venezia, 1960), del Carteggio Cavatletto*Luciani (a cura del medesimo Quarantotti, Pa­dova, 1962), del Carteggio Volpe-Cavalletto (a cura di L. Briguglio, Padova, 1963), del Carteggio Cavalletto Meneghini (a cura di F. Seneca, Padova, 1967) e delle Memorie di Pacifico Valussi (riedite per cura di L. Pilosio ad Udine, 1967), il volume odierno opportunamente completa la serie di carteggi risorgimentali di quei patrioti veneti, friulani ed istriani che intelligentemente prepararono gli argomenti storici, politici e diplomatici per la liberazione del Veneto e del Friuli nel 1866.
Con la costituzione del Comitato Centrale Veneto di Torino e l'approvazione del suo Statuto che additava il dovere di propugnare efficacemente i diritti delle Pro­vincie italiane ancora soggette alla dominazione austriaca, il problema veneto era stato posto con serietà e completezza (come problema delle tre Venezie e dell'Adria-lieo) dinnanzi all'opinione pubblica nazionale. I primi scritti del Cavalletto e del Meneghini avevano inoltre eccitato altri emigrati ad impegnarsi in documentate opere di. propaganda politica, che facessero conoscere le terre da liberare attraverso la loro storia economica, culturale e diplomatica. Comparvero quindi, accanto agli opuscoli e agli articoli di rivista e di giornale, alcune opere monografiche di robusta fattura, ancora oggi fondamentali: YEtnografia dell'Istria di Carlo Combi (1860), Trie­ste e FIstria. e le loro ragioni netta questione italiana del Valussi (1861), gli articoli e lo studio Italia e Confederazione Germanica (1865) di Sigismondo Bonfiglio ed infine 0 Friuli Orientale di Prospero Antonini.
Sull'intensa collaborazione che stringeva fra loro i colti emigrati Tomaso Lu­ciani e Prospero Antonini, e con loro i goriziani Ascoli, Favella, Binoldi, i friulani Coraelli, Coiz ed Ellero, gli istriani Combi, D'Andri e Madonizza, il triestino Mar-sicb e i veneti Molinari, Bernardi e Gazzoletti, fa luce anche questo Carteggio che Renato Giusti presenta con una ampia documentata introduzione ed illustra con so­brie e chiare note. Ci viene riconfermata l'opinione che gli emigrati veneti si fossero in qualche guisa, tacitamente, divisi i compili (corrispondenza con i territori soggetti, informazioni militari, contatti col Governo, rappresentanza nel Comitato d'emigrazione, propaganda, pubblicazioni), mentre fra loro si venivano stabilendo rapporti di sempre pijk cordiale amicizia. Di fronte poi a quanti respingevano le loro rivendicazioni, nei momenti più gravi delia loro vicenda, nelle difficoltà o nella gioia, sì sentivano Bal­damente uniti e la loro operosità si moltiplicava.
Tutto il periodo considerato nel presente Carteggio è fervido di attività e punteg­giato di avvenimenti salienti; basti ricordare il fatto di Aspromonte, Samico, i moti del Frinii che profondamente dividono l'emigrazione, le dichiarazioni di Lamarmora su Trieste, il centenario dantesco, l'esposizione agraria, il trasferimento della Capi-tale, la vivace serie d'iniziative giornalistiche che contrassegna i primi anni del Regno d'Italia. 1 commenti del Luciani e dell'Antonini sono tempestivi ed attenti: più lar­gamente riamo Informati sulle opinioni del patriota istriano, polene di lui ci resta conservato al Museo Correr di Venezia un bel numero di lettere (ne vongono ora pubblicate 74); dell'Antonini la Società Istriana di Archeologia e Storia patria ne custodisce una ventina (e tre sono qui edite dal Giusti), Anche l'attività svolta da) Luciani dovette essere più larga e continua, favorita dal suo soggiorno in Milano e dai suol contatti con gli elementi più avanzati dell'emigrazione: ed eccolo in relazione