Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1970>   pagina <472>
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Libri e periodici
con Garibaldi e con Bicasoli, col Correnti e eoi De Boni, con mazziniani e monarchici* deputali ed nomini di cultura. L'Antonini, residente a Torino e dal '65 al '66 a Pistoia, intrattiene piuttosto relazioni con uomini di parte moderata, dal Mamiani al Prati, ma non ha sdegnato di frequentare il La Farina, il Seismit-Doda, il Valerio e il Tom­maseo. Certo, con gli anni e le polemiche, si sono accresciute le divisioni fra gli emi­grati e riesce difficile, anche ad uomini disinteressati e di grande patriottismo, sottrarsi alle influenze di parte e mantenersi sereni.
Eppure, durante la grave crisi che travaglia l'emigrazione alla fine del T64, in seguito ai moti mazziniani del Friuli sconfessati dai dirigenti del Comitato Veneto ma seguiti con trepida partecipazione dai più, il Luciani e l'Antonini sanno agire con moderazione e mirare ad una rinnovata unità degli esuli intorno agli obiettivi più importanti. Essi ben si rendono conto, ed il Giusti lo sottolinea, della validità della iniziativa popolare propugnata dal Mazzini, e perciò si adoperano a scuotere gli incerti e gli svogliati ; ma non per questo desistono dal rivolgersi agli nomini di Go­verno e alla diplomazia, al Parlamento e ai militari che rappresentano l'Italia legale.
Fra il '64 e il '65 la maggior parte delle lettere contiene dati e consigli riguardanti l'opera che l'Antonini sta completando, il suo grosso volume sul Friuli Orientale, per il quale la carta geografica sarà fornita da Leonardo D'Andri (poi caduto a Custoza) e le bozze saran corrette dall'abate Antonio Coiz. Il Luciani, direttamente e attra­verso alcuni colti corrispondenti, fornisce ragguagli bibliografici, statistiche, notizie d ogni genere che contribuiscono a rendere il lavoro ricco di preziosi dettagli e accu­ratamente elaborato; soprattutto gli preme che l'autore metta in risalto le molte con­nessioni fra la storia del Goriziano e quella dell'Istria, i rapporti economici e di vita Civile fra le due regioni irredente.
Nei mesi successivi giungono le prime eco favorevoli al libro dell'Antonini. Que­sti sera proposto di dimostrare la continuità e la compattezza geografica inscindibile della regione veneto-istriana, aveva insistito sulla necessità per l'Italia di toccare i confini naturali e ne difendeva il tracciato alle Alpi Giulie contro le eccessive pretese di tedeschi e di slavi. H problema, affrontato anche da altre pubblicazioni e ripreso dalla stampa periodica, aveva suscitato notevole interesse e gli emigrati potevano dirsi soddisfatti per gli autorevoli e larghi consensi sollevati. Mentre l'opinione pub­blica era guadagnata, il Lamarmora rimaneva però chiuso e sordo ad ogni esortazione, e da lui dipesero in gran parte i termini in cui fu redatto il trattato d'alleanza italo-prussiano e poi l'infelice sviluppo delle operazioni militari del 1866. Della delusione dei patrioti isontini e istriani sono testimonianza le ultime lettere del carteggio, quella dell'Antonini del 6 luglio in cui egli mostra ancora di sperare nel momento supremo nella sortita e nel successo della flotta, quella del Luciani del 28 luglio che col cuore straziato riferisce sui memoriali inviati e sull'operosità dispiegata a Firenze per in­formare ed esortare il Re e i suoi ministri ad avere a cuore le sorti dei triestini e istriani. Segue nel carteggio una lunga pausa, infine due lettere del Luciani, che trasfe­ritosi a Venezia, sollecita l'in ter essamente dell'amico per trovare una sistemazione in Italia a Carlo Combi, il colto patriota capodlstriano di recente emigrato.
Incomincia con il 1866 una diversa lotta politica, e gli emigrati irredenti do­vranno via via fare i conti con una realtà italiana ed europea in cui il dilemma lihe-ralismo-ab6olutismo veniva superato dalle nuove questioni. Qui cessa però il carteggio Antonini-Luciani, poiché il patriota friulano può rientrare nel suo paese e l'istriano continua invece - - tra difficoltà e delusioni -~ la sua generosa opera patriottica.
Attentamente ai può qui considerare, attraverso le lettere, l'ambiente degli emi­grati veneti fra il '61 e il '67, conoscerne da vicino le vicende e i problemi, apprezzarne la serietà di vita e la netta coscienza civile. Da par suo il Giusti amplia il discorso con­tenuto nel Carteggio nel suo quadro dell'introduzione, pel quale si vale di numerosi altri documenti inediti e della ricca bibliografia specialistica che egli bene conosce. Notevole poi nelle note l'attenzione dedicata alla stampa periodica e ai giornalisti amici dell'emigrazione: tutto un settore della pubblicistica politica ed anche letteraria dì