Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1970
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473
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Libri e periodici 473
questi anni ne esce illuminalo nei particolari. Nell'accurato imporrante lavoro solo qualche infuno dettaglio è imperfetto: ripetutamente è storpialo il nome del sindaco di Torino Emanuele Luserna di Rorà. designato nel '6 a nuovo presidente del Comitato Politico Veneto.
SERGIO CELLA
MANLIO GABRIELI La ricostituzione della provincia di Mantova (1866-1868), a cura del Comitato per il Centenario dell'Unione di Mantova all'Italia; Mantova, 1968, in 8, pp. 150. S.p.
È uno studio pregevole, ricco di notizie ancor oggi o ignorate o disperse e condotto con sagace avvedutezza critica sulla lunga e spesso irritante attesa cui fu sottoposta la provincia di Mantova, dopo la partenza degli Austriaci nell'ottobre del 1866, per la sua definitiva ricostituzione. Poiché troppo spazio dovrebbe essere concesso per seguire l'autore nella sua minuta disamina, cercherò di metterne, se non altre-, in rilievo, sia pure alla lesta, i tratti più considerevoli.
La prima iniziativa per agitare il problema ed avviarlo possibilmente ad una sollecita soluzione si deve all'ottantenne Senatore Conte Arrivacene, rientrato in città dopo 44 anni di prigionia, con la formazione di un Comitato cittadino, cui aderirono le personalità più spiccate, per promuovere una manifestazione di tutti i Comuni del* l'antica provincia mantovana; ma un mese dopo alTineirea, probabilmente per un equivoco, credendo che si dovesse procedere ad una nuova circoscrizione, il governo decretava che nel territorio liberato si tenessero le elezioni politiche e amministrative : le prime ebbero luogo il 25 novembre, ma furono ripetute il 2 dicembre, perché nessun candidato aveva raggiunto la percentuale prescritta dei voti. Sperarono i maltesi che alla ricostituzione avrebbe, dopo le elezioni, provveduto il Ministero con sollecitudine: anzi, la Gazzetta di Mantova dava la cosa, in seguito ad informazioni assunte, non solo sicura, ma imminente; però il vero è che il Governo aveva ben altre cose a cui pensare, tant'è che 1*11 febbraio fu sciolta la Camera e il 19 marzo furono riconvocati i comizi elettorali. Ma nel Collegio mantovano i democratici decisero di prendervi battaglia e presentarono come loro candidato Giuseppe Garibaldi, la cui elezione fu però annullata per la pressione sui voti degli elettori e si dovettero perciò ripetere le consultazioni; ma pur esse ebbero effetto negativo per un ballottaggio e per un annullamento e così si decretarono elezioni nuove nel giugno, nientemeno!, ma con la vittoria stavolta di un moderato, l'Ingegnere Arrivacene. Furono cosi circa tre lunghi mesi non solo di sospensione, in parte, degli affari, ma, sovrattntto, di perplessità degli animi, come ben avverte l'A., nel dnbbio che il governo, dopo tante promesse, intendesse ormai lasciare insoluto il problema della reintegrazione della provincia. Ma, all'incontro, il 20 dello stesso mese il nuovo Presidente del Consiglio e ministro degli Interni Rattazzi presentava alla Camera, sia pure in una forma piuttosto oscura, il progetto di legge tanto invocato e che destò anche vivo interesse per i mantovani perché non solo comprendeva nella nuova circoscrizione tutti i vecchi Comuni prima del trattato di Zurigo, ma vi ineludeva anche Peschiera e Rolo, ceduto dall'Austria al Duca di Mantova sin dal 1850. Il progetto passò alla Commissione Interna della Camera che lo approvò all'unanimità, facendo però qualche discrepanza sul modo con cui ora stato formulato. Ma nello stesso giorno la Camera sospese i Buoi lavori per le ferie. Per altro per Io scoppio sopravvenuto del colèra ohe mietè molte vittime specialmente Ut Sicilia, per il dramma di Mantova, che approfondi i dissidi politici, tant'è che, dimessosi il Battezzi per contrasti eoo il Re, non riuscì il Ci ni di ni a formare il Ministero e a stento vi riuscì il Menabrea dopo due votazioni sfavorevoli e con dibattiti parlamentari per Io più roventi, dopo continue ansie della povera provincia mantovana, finalmente fi 23 dicembre del '67 la Commissione Interni presentò alla Camera la rela-