Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA NAPOLEONICA; NAPOLEONE I IMPERATORE DEI FRANCESI
anno
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1970
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pagina
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499
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FONTI E MEMORIE
NAPOLEONE E LA COSCIENZA POLITICA ITALIANA
Il 15 maggio 1796, il generale Bonaparte fece il BUO ingresso a Milano alla testa di quella giovane armata, che aveva appena varcato il ponte dì Lodi... I miracoli di coraggio e di genio di cui l'Italia fu testimone in pochi mesi risvegliarono un popolo addormentato .
Sono le frasi con cui si inizia il romanzo dello scrittore francese Stendhal, intitolato La Certosa di Parma. Il suo protagonista è un italiano, Fabrizio del Dongo, personaggio esemplare di un'epoca, che porta per definizione il nome di napoleonica. Chi voglia ricreare dal vivo lo stato d'animo degli abitanti nell'Italia settentrionale d'allora, e voglia rendersi conto del mutamento, anzi del rivolgimento profondo di giudizi, di passioni, di abitudini, che la venuta di Napoleone provocò, potrà farlo con la lettura di quel romanzo. Esso è un documento poetico e fedele dello spirito del tempo, scritto da un contemporaneo, che aveva educato la sua capacità di osservazione percorrendo l'Europa al sèguito dello stesso Napoleone, e che si considerava italiano per sentimento e per consuetudine di vita. Il romanzo di Stendhal costituisce pertanto un buon punto di riferimento per orientarsi verso il momento di inizio della coscienza nazionale come fatto diffuso nel nostro Paese. È vero infatti, che l'idea politica dell'Italia aveva una sua tradizione secolare, e che essa aveva già raggiunto compiutezza d'espressione nell'opera di Vittorio Alfieri; ma la novità di quei mesi, a cui accenna Stendhal, e che vanno dal marzo del 1796 all'inizio del 1797, consistette in questo: che l'idea allora cominciò a convertirsi in fatto.
Questo processo di realizzazione pratica fu segnato da una serie di avvenimenti, che ebbero in Bonaparte il loro protagonista, e fra i quali ricorderemo qui di seguito alcuni, che possono considerarsi emblematici. Vale a dire, essi sono rappresentativi di un significato storico più vasto di quello, che venne loro attribuito nell'immediatezza e nella limitazione del tempo e dello spazio, in cui essi si svolsero.
È da premettere, che il nome stesso di Bonaparte, anzi di Buonaparte, come si chiamava la sua famiglia e si chiamò lui stesso fino alla vigilia della sua impresa in Italia, e la conoscenza che Napoleone aveva della lingua italiana, contribuirono a rendere la sua figura familiare al di qua delle Alpi. Dopo le dimissioni del generale Schérer, che aveva portato le truppe francesi alle porte di Genova e di Savona, Bonaparte era stato nominato nel marzo 1796 generale in capo dell'Armata d'Italia. Per un curioso confronto storico, ricorderemo che uno degli elementi determinanti nella scelta