Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA NAPOLEONICA; NAPOLEONE I IMPERATORE DEI FRANCESI
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Vittorio Frosini
del generale Eisenhower a capo delle armate alleate, che si preparavano a sbarcare nell'Europa dominata dalla Germania nazista, pare che sia stata proprio la sua origine familiare tedesca. Comunque, al di là delle possibili intenzioni del governo francese e del personale atteggiamento di Napoleone, resta il fatto che il suo arrivo in Italia, e più ancora il suo insediamento al potere, in qualità di reggitore militare prima, poi di presidente della Repubblica Italiana, infine di sovrano del Regno d'Italia, non fu avvertito come la penetrazione d'un elemento estraneo. Per valerci di un'immagine derivata dalle recentissime conquiste della chirurgia, il trapianto del cuore napoleonico nel corpo dell'Italia non provocò una forma di rigetto sentimentale. Se Napoleone venne avversato, lo fu per varie ragioni, fra le quali non rientrò l'orgoglio nazionale: sia perché questo ancora mancava, sia perché egli non fu ritenuto uno straniero, come indubbiamente lo sarebbe stato un generale Schérer.
Il 15 maggio 1796, dunque, il vincitore di Lodi entra a Milano. Quattro giorni dopo, un suo proclama promette l'indipendenza alla Lombardia. Viene fondata la Repubblica Transpadana, che ha per suo centro Milano, la quale così ritorna ad essere una capitale, sia pure di un piccolo territorio. Essa si appresta in tal modo a diventare la capitale napoleonica , la città che porterà impresso, più di ogni altra in Italia, il sigillo della personalità politica di Bonaparte. Anche questo fatto ebbe un. suo significato: giacché era stata Milano, nei secoli lontani, a rappresentare il primo destarsi d'una coscienza italiana, quasi più un conato istintivo che una concezione riflessa, nella resistenza al Barbarossa. Per gli Italiani essa aveva un valore di richiamo ad una tradizione patriottica, superiore a quello di altre città italiane. Lo stesso Stendhal, che abbiamo ricordato, amerà chiamarsi milanese ., per fare intendere l'italianità acquisita dal suo spirito. Ebbene, è proprio a Milano che si verificò, nei primi giorni della sua nuova vita, uno di quegli eventi, che possono dirsi emblematici, nel senso già definito. Venne infatti creata, per volontà di Napoleone, una nuova bandiera: una bandiera tricolore, a somiglianza di quella francese, ma in cui al colore blu venne sostituito il color verde, che era quello della Guardia Civica milanese: essa divenne il vessillo della prima legione italiana. È la stessa bandiera, che il 7 gennaio 1797 venne adottata dalla Repubblica Cispadana, e innalzata a Reggio Emilia come simbolo politico, e non solo militare. Essa passò poi alla Repubblica Cisalpina, in cui vennero unificate le province separate dal Po, con capitale Milano. Il 26 gennaio 1802, a Lione, la Consulta cisalpina proclamò come presidente della repubblica il Bonaparte; il quale, all'atto della lettura della nuova Costituzione, mutò la denominazione dello Stato in quella di Repubblica Italiana.
Non si trattò di un semplice cambiamento di nome: è questo un punto di estrema importanza, che occorre sottolineare. Per tutti i secoli prece-