Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA NAPOLEONICA; NAPOLEONE I IMPERATORE DEI FRANCESI
anno <1970>   pagina <501>
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Napoleone e la coscienza politica italiana 501
denti, infatti, il nome italiano aveva designato la condizione di abitante in una regione geografica; ovvero quella di parlante la lingua del sì; ovvero ancora quella di appartenente a una comunità civile dai vaghi confini e dagli incerti caratteri, ohe non meritava certo il titolo di nazione. Da quel momento, e cioè da quando la Repubblica Italiana venne proclamata, ebbe una struttura giuridica, fu riconosciuta nei trattati internazionali, da allora il nome di italiano designò un attributo di nazionalità, un possesso di stato di cittadinanza, una situazione accertata di diritto. Siamo in presenza cioè di un fatto nuovo di natura giuridica.
Questa situazione di diritto positivo, con cui la nozione di italianità acquistò una sua determinazione e una sua rilevanza oggettiva, e non più meramente soggettiva, venne specificala nel Titolo II della nuova Costitu­zione. Esso si intitola per l'appunto <t Del diritto di cittadinanza e com­prende gli artìcoli dal 4 al 9. Si noti ancora, che la Costituzione del 1797 recava all'art. 3 la seguente dichiarazione: La repubblica cisalpina con­serva, e tramanda ai posteri il sentimento di eterna riconoscenza verso la repubblica francese, cui è debitrice della ricuperata libertà . Non fa dunque meravìglia che il testo costituzionale venisse sottoscritto ce in nome della repubblica francese dal generale Bonaparte. Nella costituzione modificata del 1798 quella dichiarazione di vassallaggio morale è scomparsa, ma nella premessa vi si dichiara che il nuovo testo è stato rimesso ai consigli legisla­tivi dall'ambasciatore francese, Trouvé, il quale perciò lo firma. La costi­tuzione della Repubblica Italiana del 1802 reca invece in calce il nome di Bonaparte nella sua qualità di presidente, cioè di primo cittadino italiano.
Fu allora che si aprì in senso proprio il periodo dell'Italia napoleonica, in quanto da allora lo stesso Napoleone si fece italiano. Egli era stato salu­tato, nel maggio 1797, da una commossa ode di Ugo Foscolo, come Bona­parte liberatore', nel 1802 apparve a Milano l'edizione completa delle 277-tijne lettere di Jacopo Ortis, in cui lo stesso poeta esprimeva il suo amaro disinganno sulle sorti della patria. È da dire, tuttavia, che l'ideale dell'Italia era intanto sceso dai cieli della fantasia sulla terra dura della politica.
Tre anni dopo, la Repubblica Italiana veniva trasformata nel Regno d'Italia: il suo atto di fondazione, il Primo Statuto Costituzionale del 17 marzo 1805, porta la firma di Napoleone primo. In esso veniva accentuato quel graduale distacco dalla matrice francese, di cui si è potuto già scorgere qualche segno nei precedenti statuti. Infatti gli articoli 3 e 4 sancivano: ce Tosto che le armate straniere si saranno ritirate dal Regno di Napoli, dalle isole Jonie, e da quella di Malta, l'imperatore Napoleone trasmetterà la corona d'Italia ad uno de* suoi figli maschi legittimi, sia naturale sia adottivo. Da quest'epoca la corona d'Italia non potrà più essere unita colla corona di Francia nella stessa persona, ed i successori di Napoleone primo nel regno d'Italia dovranno stabilmente risiedere nel territorio della repub-