Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA NAPOLEONICA; NAPOLEONE I IMPERATORE DEI FRANCESI
anno
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1970
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503
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Napoleone e la coscienza politica italiana 503
stante, dove nessuna autorità civile avrebbe mai potuto subentrare a quella ecclesiastica. Il Machiavelli attribuì anzi alla particolare condizione della città di Roma la causa del mancato processo unificatore e centralizzatore in Italia. Si ricordi che invece il generale Bonaparte fece occupare Roma il 9 febbraio 1798, e fece abolire il potere temporale dei Papi, proclamando la Repubblica; e poi ancora, il 17 maggio 1809 Napoleone, dichiarato decaduto il potere temporale, destinò Roma ad essere appannaggio dell'erede dell'Impero, il Re di Roma. Si trattò di un evento di grande importanza nella storia della coscienza politica italiana. Senza quei precedenti, sarebbe certo stato di gran lunga più difficile proclamare la Repubblica Romana nel 1849 e proclamare Roma capitale del Regno d'Italia nel 1861.
Vi è, poi, una considerazione generale da fare, e che a noi sembra di grande interesse. Grazie a Napoleone, l'Italia tutta, escluse la Sardegna e la Sicilia, e dunque dal massiccio del Brennero alla estrema punta di Calabria, venne unificata nel regime giuridico vigente in materia di rapporti di diritto privato. Questa fu la prima unificazione avvenuta del corpo sociale italiano dopo la fine dell'Impero Romano: gli Italiani si riconobbero accomunati nella uguale dignità civile, tutti soggetti alle stesse norme regolatrici del codice di diritto civile. Giacché tale diritto fu, nell'intenzione e nell'abilità con cui se ne valse Napoleone, strumento di creazione storica non meno potente, e anzi più duraturo nei suoi effetti, di quanto lo furono le sue imprese militari. Il nome di lui ha fatto lega, come in una fusione di metalli, con un vocabolo giuridico in un'unica espressione: il Codice Napoleone.
Abbiamo già accennato agli articoli delle leggi costituzionali relativi alla cittadinanza italiana. Lo stesso argomento veniva trattato, con maggiori specificazioni, negli articoli dal 7 al 21 del Codice Civile, che venne introdotto nel Regno d'Italia dal 5 giugno 1805. Lo stesso Codice, sempre in italiano, venne peraltro esteso ed applicato sull'intero territorio della penisola, seppure in tempi successivi: nel Regno di Napoli entrò in vigore il 22 ottobre 1808.
E ben noto, quanto Napoleone fosse attaccato al or suo Codice Civile, così da assicurarne l'uniformità di applicazione dovunque si estendesse il suo dominio o la sua influenza. Quando sorse una controversia tra lui e Murai circa l'introduzione del divorzio nelle province napoletane, per la quale il re Giovacchino sollevava obiezioni, l'imperatore arrivò a scrivergli: a Preferirei che Napoli tornasse all'ex-re di Sicilia, piuttosto che lasciar castrare in questo modo il Codice Napoleone A. E cosi il divorzio, insieme ad altri istituti innovatori, venne allora introdotto in Italia.
Tutti questi fatti emblematici, che abbiamo ricordato, insieme contribuiscono a rendere l'immagine d'una nuova coscienza politica, che albeggia in Italia sotto il segno dell'astro napoleonico. Altri fatti ancora, pur avendo