Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA NAPOLEONICA; NAPOLEONE I IMPERATORE DEI FRANCESI
anno <1970>   pagina <505>
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Napoleone e la coscienza politica italiana 505
l'hai promossa e l'hai data. Tu solo hai detto agl'Italiani, siccome dici tut­tora: obliate di esser veneziani e milanesi. Perché rammentare i nomi della vostra picciolezza e dell'infelicità vostra? Non siete voi tutti Italiani? Tu solo hai ridestato quell'antico valor militare, in cui solo sta riposta la vera grandezza di ogni nazione ,
Nelle ultime parole, che abbiamo riferite, il Cuoco toccava un punto sensibile, che è senza dubbio anche un punto dolente, dell'opera di creazione d'una nuova coscienza nazionale per l'impulso impresso da Napoleone. La coscrizione militare, introdotta per esigenze di guerra, e le campagne con­dotte in Spagna e in Russia, provocarono uno sconvolgimento non certo in­feriore, per le sue conseguenze, alle altre novità apportate nella vita sociale italiana. Il servizio militare però si risolse, va subito detto, in un potente fattore di elevazione civile e di omogeneità politica. Gli Italiani dovettero affrontare una prova severa, ma vennero tolti dalla abietta condizione inerte e servile di passività storica. Essi ricevettero un'istruzione più conforme alle esigenze del progresso scientifico e tecnico, in sostituzione dell'antica reto­rica umanistica impoverita dalla Controriforma. Essi furono lanciati sulle strade dell'Europa, sottratti ad una condizione di immobilismo materiale e morale, in cui i nostri artigiani e contadini erano confitti da secoli. Come bene scrisse Adolfo Omodeo, in complesso, quale che sia l'avversione per la violenza napoleonica, meglio fu per l'Italia l'aratura profonda, lo scon­volgimento radicale . Vorremmo aggiungere, che se Napoleone non avesse educato alle armi gli Italiani, non avrebbe potuto aver luogo l'epos guer­riero del Risorgimento.
Vi fu dunque, tra la personalità napoleonica e la nuova coscienza na­zionale italiana, una strettissima connessione, quasi una simbiosi di volontà. Tra le tanto testimonianze, che potrebbero portarsi, vogliamo ricordare an­cora un segno della grande orma stampata da Napoleone nell'animo degli Italiani del suo tempo. Si tratta dell'episodio relativo all'offerta, che venne avanzata a Napoleone nel periodo in cui egli si trovava all'isola d'Elba. Era l'appello a raccogliere un'iniziativa rivoluzionaria per stabilire l'unità ita­liana e ad assumere il nuovo titolo di re in Campidoglio. Il documento, che pare sia stato redatto di pugno di Melchiorre Delfico a nome di un comi­tato di intellettuali di diverse regioni italiane, è datato da Torino il 19 mag­gio 1814. Esso così inizia: <c Un piccolo numero d'Italiani, i primi che salu­tarono in voi il liberatore della patria loro ... ha risoluto di tentare un ultimo sforzo, per far risorgere dalla lunga ignomìnia sua l'abbattuta fronte della penisola italiana. L'Italia, Sire, ha bisogno di voi; e per quanto possan dirne i trattati, la natura vi foce italiano; voi rispondete alla sua voce . In queste frasi sembrano ricongiungersi e annodarsi quei motivi, che siamo venuti indicando: l'affinità di Napoleone alla gente italiana, la sua funzione