Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1869-1870; CONCILIO VATICANO I 1869-187
anno
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1970
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pagina
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507
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IL CONCILIO VATICANO IE GLI ORIENTALI ORTODOSSI Illusioni e disinganni (1868-1870)
Se, dalle Litterae ad Orìentales del 1848 in poi, con i loro precedenti di ambiente e di atmosfera teologica e religiosa, il problema dell'unione delle Chiese viene messo a fuoco in modo sempre più deciso, le polemiche e le stesse incertezze dottrinali, certa illusione superficiale di avere la meta abbastanza vicina, tutto contribuisce a rendere sempre più radicate nelle coscienze le difficoltà dei rapporti con gli Ortodossi. Le parole dette a Roma nel 1846 al vice-procuratore del S. Sinodo della Chiesa Ortodossa russa A. N. Murav'ev da un ignoto abate francese secondo cui la chiesa cattolica solo ora si era posta il problema degli ortodossi perché prima aveva dovuto far fronte alla Riforma1J sono indicative di tutto un impegno che si fa sempre più vivo e generalizzato.
A questo impegno, come punto nodale, non poteva sottrarsi il Concilio Vaticano I. Già il 6 dicembre 1864 Pio IX aveva espresso a un gruppo di Cardinali riuniti alla Congregazione dei Riti l'idea di convocare un concilio ecumenico per provvedere con tale straordinario mezzo agli straordinari bisogni del gregge cristiano ,2) esortando i presuli presenti e poi gli altri di curia a fargli conoscere per iscritto il loro punto di vista. Per quanto riguarda i rapporti con le Chiese orientali separate le risposte dei Cardinali non furono tutte univoche o sensibili di fronte a questo problema.
Se, stranamente, proprio il card. A. Barnaba, prefetto della Congregazione di Propaganda Fide (che dalla fondazione, nel Seicento, si occupava anche del recupero degli ortodossi, accentuando l'azione in sede organizzativa, al centro, con la distinzione, nell'ambito del dicastero ecclesiastico della Sacra Congregazione di Propaganda Fide di rito orientale), non scrive una parola su questo problema, diverso è l'atteggiamento di altri. Il card. Augusto de Reisach vede nel Concilio un mezzo per scemare i pregiudizi degli scismatici e per invitarli ed eccitarli al ravvicinamento a>;; il card. Prospero Cattermi, più esplicito, partendo dalla constatazione delle numerose conversioni già avvenute, propone chiaramente che l'invito venga esteso ai vescovi dissidenti e per procurarne l'unione alla Chiesa romana: ancorché questi non corrispondessero all'invito, o fossero impediti dalle autorità locali, si avrebbe una nuova arma per rinfacciar loro la perfidia greca s>, sotlolinean-
l) A. N. MWKAVEV, Rimskija Pis'ma (Lotterà romane), Pietroburgo, 1846, p. Vili, a) MANSI, Amplissima callectlo c.tmcìliorum-, Arnhem e Lipsia, 1923, voi. 49, p. 8.