Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1869-1870; CONCILIO VATICANO I 1869-187
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1970
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509
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// Concilio Vaticana I e gli a ortodossi 509
Basileo Gasparian, il delegato apostolico e patriarca di Gerusalemme Giù* seppe Valerga (che sottolinea tutta l'importanza delle missioni e della formazione del clero locale) ed altri del vicino Oriente sono tutti pure favorevoli; il 1 maggio 1866 il vescovo unito di Gran Varadino Giuseppe Pappi Szilagyj, esorta a invitare tutti i vescovi separati, ma non manca di essere molto preoccupato <c ob disfavorabilem imperii Russici ad sanctam sedem aposlolicam presentem correla tionem , mentre le possibilità di unione sono particolarmente favorevoli visto che gens eniin slavica quam illud impc-rium repraesentat posilivum christianisinum valde fovet (col. 196-197).
Gli elementi tutti di questi punti di vista finirono per rappresentare la preparazione di fondo per le ulteriori delibere della Congregazione direttrice del Concilio, la quale il 22 marzo 1868 si esprimeva nel senso che il S. Padre dovesse dirigere un invito generale ad Orientales. prendendo ce delicatamente ... la mossa dalle Litterae del 6 gennaio 1848: questo invito doveva essere a tutto affettuoso e paterno ed evitare ogni allusione a elementi che potessero comunque urtare l'amor proprio dei cristiani separati, come era avvenuto invece nel '48. *' Quanto ai mezzi, in considerazione delle ce gravi difficoltà ebe sarà per creare il governo russo, non solo entro i confini del suo impero, ma bene ancora al di fuori, essendo estesissima in Oriente la sua influenza , l'invito non poteva essere recapitato da legati pontifici, ma doveva di necessita essere reso pubblico in senso generale; in ogni caso, doveva distinguersi bene e precedere quello da rivolgere ai protestanti, per evitare che i cristiani separati d'Oriente, che hanno conservato la successione apostolica e la pienezza del sacerdozio, a non abbiano a sospettare comunque che si pongano alla pari cogli eretici (col. 488-489).
Le preoccupazioni di forma erano dunque presenti, e ben presenti, negli uomini più responsabili della Chiesa, al centro come alla periferia. Essi non intendevano che, a vent'anni di distanza, tornasse a presentarsi la stessa aspra situazione di chiusura da parte degli Orientali separati. Ma, di fatto, non troveranno ascolto.
Da tutte queste discussioni ed altre in riunioni successive nelle quali ogni parola fu soppesata con l'impegno di evitare qualunque accenno meno che corretto, prese corpo il testo definitivo, steso dal card. Bilio, delle oc Litterae apostolicae Arcano divinae Provìdentiae dirette Ad omnes episco-pos ecclesiarum ritus orientalis communionem cum apostolica sede non haben-tes , in data 8 settembre 1868, con cui i vescovi orientali separati erano invitati formalmente a voler assistere al Concilio.
Il documento pontificio, pur redatto con delicatezza estrema fu accolto
i) ('.ir. A. TA BORICA. Pio tX* la Lettera agli Orientali In Suprema Petti Apostoli Sede del 1848 e il mondo ortodosso, in Rassegna storica del Risorgimento luglio* ettembre 1969 pp. 347467,