Rassegna storica del Risorgimento

CHIESE ORTODOSSE STORIA 1869-1870; CONCILIO VATICANO I 1869-187
anno <1970>   pagina <510>
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Angelo Tumborra
con netta ostilità dai pai riardii e vescovi ortodossi separati, per motivi di forma soprattutto, ma anche di sostanza che in verità si potevano prevedere.
Anzitutto si deve rilevare che 11 riferimento esplicito alle Litterae ad Orienialcs del 6 gennaio 1848, diffuse capillarmente in Oriente in modo cosi maldestro quasi a voler fare lèva sul gregge contro l'episcopato orto­dosso e che avevano suscitato reazioni aspre ed estese in tutto il mondo orto­dosso, era quanto meno inopportuno. Queste reazioni non erano ignote, erano state oggetto di polemiche e di confutazioni anche a distanza di qualche anno, come con lo scritto del gesuita M. Liberatore contro l'enciclica del pa­triarca di Costantinopoli Antimo. Perché dunque rifarsi a questo documento iniziale diffuso in modo così grossolano?
L'annunzio poi che il Concilio si sarebbe aperto a Roma l'8 dicembre 1869, festa dell'Immacolata Concezione, era pure fuori luogo, visto che il dogma dell'Immacolata, definito con la bolla Ineffabili* Deus del 1854, aveva suscitato reazioni negative presso gli Orientali separati.
E non senza motivo la rivista ecclesiastica russa Pravoslavnoe Obozrjenie (III, 1968, p. 141) poteva lamentare che Pio IX non si era reso per nulla conto di quanto fosse stata poco opportuna nel messaggio di invito rivolto agli Orientali separati la solenne citazione della festa della Immacolata Concezione, quale simbolo del dogma romano recentemente inventato ,
Ma quello che fu sentito dagli Orientali, ovviamente, quasi come una offesa alla propria dignità fu il fatto che mentre le copie del testo ufficiale furono spedite da Propaganda Fide ai vari rappresentanti pontifici solo il 28 settembre per essere poi trasmesse o diffuse localmente, già il 22 set­tembre 1868 il Journal de Rome pubblicò il testo delle Litterae apostoliche Arcano Divinae Providentiae.
La stampa greca, prima, e i vari patriarchi orientali, poi, se ne ri­sentirono, ritenendo offesa la loro stessa dignità con un atto che assu­meva l'aspetto più di gesto propagandistico che di invito ufficiale. Se il giornale di Atene del 19 settembre-!0 ottobre 1868 La guardia nazionale accusava il pontefice e lutto l' Occidente di voler a mirare a Costantino­poli J> ... vedendo approssimarsi l'irrevocabile caduta in Roma del suc­cessore di San Pietro (ricevendo una confutazione dal console pontificio ad Atene J. Callian), ' ' ben più vibrata, nella sostanza, fu la risposta data dal patriarca di Costantinopoli Antimo al vicario generale della Delegazione apo­stolica, mons. Testa, il 17 ottobre 1868. A parte la circostanza che non volle ricevere in mano le Lettere, l'averne conosciuta la sostanza già dalla stampa e, soprattutto, il fatto che il pontefice continuava a rifarsi alla lettera Ad Orien~
J-) E. CECCOM, Storia del Concilio ecumenico vaticano, porte I, voi. II, 2, doe. LXXVL pp. 7-B.