Rassegna storica del Risorgimento
CHIESE ORTODOSSE STORIA 1869-1870; CONCILIO VATICANO I 1869-187
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Angelo Tarn-borra
barriera; noi vogliamo elevarne una nuova e più alta ancora. Una fossa ci divide; di questa fossa ne faremo un abisso . H
In ogni caso, quanto fosse avvertita l'esigenza di rivolgersi ai cristiani ortodossi separati anche in forme non ufficiali, è sottolineato dallo scritto del p. Gaspare de Luise, dei Pii Operai , dal titolo Lo scisma greco al tribunale della verità (Napoli 1869): in occasione del Concilio Vaticano egli rivolge questa breve esortazione a' greci scismatici che vivono in Italia e, tradotto fra breve da un nostro amico in Atene, a' presbiteri dello scisma , perché ritornino al seno della madre universale (p. IH-IV).
Apertosi solennemente il Concilio Vaticano, solo le discussioni circa l'infallibilità del Sommo Pontefice in materia di fede e di morale fecero emergere identiche preoccupazioni. Già nel gennaio del 1870 un folto numero di Padri, conciliari, con posizioni di grande autorità, aveva chiesto che si evitasse di porre in discussione un tale spinoso problema; il 18 gennaio 1870 quindici arcivescovi e vescovi orientali di vario rito, primo fra tutti il patriarca greco-melchita di Antiochia Gregorio Jussef esortava Pio IX a tenersi fedele al concilio di Firenze, in modo da non creare maggiori oneri, pericoli e difficoltà per quanti si adoperano, in Oriente, per la causa dell'unione delle Chiese. ** Ugualmente espliciti furono, in senso analogo sette vescovi italiani, con a capo gli arcivescovi di Torino e di Milano. In tutto, 137 padri erano contrari alla definizione mentre oltre 400 si dichiararono favorevoli.
Ma fu nella Congregazione generale che la ce presenza delle Chiese orientali separate fu viva nelle coscienze di una gran parte dei Padri conciliari. Di nuovo spettò per primo al patriarca melchita di Antiochia e Gerusalemme Jussef di esprimere senza mezzi termini le sue ansie e preoccupazioni. H 19 maggio 1870 egli ricordò come con le Litterae ad Orientedes del 6 gennaio 1848 Pio IX avesse promesso di non imporre agli Orientali oneri che non fossero necessari, ce nimirum ut ad unitatem reversi consentiatis nohiscum in professione verae fidei . Come dunque questa solennissima promessa si conciliava (<c cohaereat ) con la costituzione ce De Ecclesia e con la definizione dell'infallibilità?
Di più Jussef tenne a ricordare come la Chiesa Orientale rimaneva tenacemente attaccata alla clausola del Concilio di Firenze, secondo cui il primato per diritto divino del Sommo Pontefice andava inteso nei limiti di quanto era stato definito dai concili ecumenici ed era contenuto nei sacri canoni; per cui lo stesso Concilio ce immediate prescribit ut omnia iura et privilegia, quae concilia et canoncs reliquis palriarchis concesse-
i) E. CBCCONI, op. c, voi. II, 3, pp* 1584*1587. 2) MANSI) op. 'eiu, voù 51, col. 683.