Rassegna storica del Risorgimento

AMERICAN PHILOSOPHICAL SOCIETY DI FILADELFIA CARTE FABBRONI; FA
anno <1970>   pagina <529>
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Giovanni Fabbroni e i fratelli Humboldt 529
aposato una romana), Fernow rientrava nel proprio paese come uno straniero, stando a quanto scriveva Wilhelm von Humboldt a Goethe in una lettera ver* gaia lo slesso giorno, 11 luglio 1803: Er unternimmt ein grosses Wagstiick, Ilalien, Rom, das mil jedem Tage in mir liefere Wurzeln sehlagt, za verlassen, eine Romerin mit sich zu nehmen, sich ganz zn verpflanzen, uni nacli Deutsch-land zu gehen, das ihm jetzt fast frotini geworden ist . -)
Il diplomatico prussiano sottolineava l'educazione filosofica di Fernow, che era imbevuto d'idee kantiane.2* Non per nulla Hegel doveva scrivere a Schelling alcuni mesi più tardi, quando l'amico di Humboldt aveva già ini­ziato le sue lezioni all'Università di Jena: Fernow konnte kein Auditorium] finden, das gross genug fiir die sich meldenden [Horer] war; man sagt, er lese ihnen kautische Definii [ionen] ab .8) Ma Humboldt non mancava di richia­mare l'attenzione di Fabbroni su un'altra caratteristica della personalità intel­lettuale di Fernow, che doveva renderlo particolarmente accetto al riformatore toscano: il suo profondo interesse per la letteratura italiana ed in particolare per Dante, di cui analizzò il De vulgati eloquentia nel capitolo sui dialetti italiani delle Romiscke Studien, pubblicate a Zurigo nel 1808. *) Fu appunto tale impegno nell'i talianistica, che rese la figura di Fernow cara a Foscolo, il quale, rispondendo ad un suo corrispondente, che gli aveva inviato uno scritto dedicato al critico tedesco, ormai estinto, si esprimeva nei seguenti termini, in cui è facile cogliere un riflesso della poetica foscoliana: La ringrazio del­l'opuscolo intorno al Fernow, e nel leggerlo mi dolsi di dovere si spesso sde­gnarmi co' vivi e desiderare gli estinti.5'
H critico tedesco viaggiava insieme con Friedrich Wilhelm Riemer. il quale, dopo aver accompagnato la famiglia Humboldt a Roma come precettore, aveva concepito una tempestosa passione per Caroline, la consorte del di-
Jena, 1548/58-1958, Festgabe znm vierlmmlerijalirigcn Universitatssjubilaiim, Jena, 1958-1962, pp. 239-240.
1) Goethe* Briejwechsel cit., p. 169.
2) OTTO HARNACK, Deutsches Kunstleben in Rom im Zeitalter der Klassilc, Ein Beitrug tur Kulturgeschichle, Weimar, 1896, pp. 122-123 e passim ; HERBERT VON EINEM, Cari Ludwig Fernow, Eine Stodie zum deutschen Klassizismus, Berlin, 1935, pp. 81-105 ; IH.vn;ARO FERNOW, Cari Ludwig Fernow ah Aesthetiker, Ein Vergleich mit der Kri-tik der Vrteilskraft , Wiirzlturg, 1936, passim.
8) iiriefe von und un Hegel, herausgegeben von JOHANNES HOFPMBISTER, Hamburg,
1952.1960, I, p. 17* HF"
4) G- A. ScARTAZZim, Dante in Germania, Storia letteraria e bibliografia dantesca alemanna, NapoIi-MJIano-Pisa, 1881-1883, II, p. 28; WERNER P. FRIEDERICH, Dante*S Fame Abroad, 1350-1850, The Influente of Dante AUglùeri on the Poets and Scholars of Spaia, Franco, Bugiami, Germany, Switserland and the United States, Roma, 1950, pp. 391-392. So Fernow cfr. anche CIRO TRABALZA, Storia dèlia grammatica italiana, Bologna, 1963, p- 436j GIUSEPPE PATINI, Bibliografia della critica ariostea (1510-1956), Firenze, 1958, nn. 724, 738 e 1422.
6) Tjco FOSCOLO, Epistolario, a coro di Plinio Carli, Giovanni Gambarin e Fran­cesco Tropeano, Firenze, 19584966. IH. p. 329. SiuTullcggiamento di Foscolo nei con­fronti della cultura tedesca cfr. HEIOI LOHNER, Deutschlands Anteil an der italienischen Romantik, Bern-Leipzig, 1936, pp. 21-38.
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