Rassegna storica del Risorgimento

BEAUHARNAIS CARTE; BIBLIOTECA DELL'UNIVERSITA' DI PRINCETON CAR
anno <1970>   pagina <614>
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Libri e periodici
Dizionario biografica degli Italiani, ebbe l'opportunità di constatare come alla vita di questa regione, tra il XVIII e il XIX secolo, non avessero partecipato soltanto coloro che nelle varie storie municipali sono ricordati come patrioti (p. V), ma tutta una tolta schiera di cittadini appartenenti ai più diversi ceti della vita sociale.
11 suo incessante lavoro portò, dopo alcuni anni, alla formazione di una mole imponente di materiale da pubblicare - - oltre dodicimila schede e in conseguenza olla costituzione nel capoluogo potentino di un Comitato per la pubblicazione . L attività del Comitato però si esau ri ben presto nello stesso anno di fondazione con l'uscita di un volume di introduzione al Dizionario vero e proprio (T. PEDIO, La Basilicata nel Risorgimento politico italiano (170Q-1870) Saggio di dizionario bio' bibliografico, Potenza, 1962), che conteneva una bibliografia ragionala relativa alla vita svoltasi in Basilicata (p. Vili) in tale periodo.
Pertanto le schede sarebbero rimaste inedite, se non fosse intervenuto il prov­vido interessamento della Società di storia patria per la Puglia.
L'opera che ha incominciato a vedere la luce nei 1969 si ammira soprattutto per l'accurata ricerca di notizie effettuata sia negli archivi di Stato di Potenza, Matera e Napoli, sia sugli atti dello stato civile e sui registri parrocchiali dei vari comuni della regione, nonché sulla scorta della, ricca documentazione già utilizzata dal Lacava (M. LACAVA, Cronistoria documentata della rivoluzione in Basilicata del 1860 e delle cospirazioni che la precedettero, Napoli, 1895).
Dopo l'accenno alle polemiche sorte dopo il 1943 circa l'attendibilità di molti documenti riportati dal Lacava e l'altra circa il reale contributo dato dalla Basilicata al Risorgimento italiano, la cui massiccia partecipazione è data ormai per scontata dopo le ampie dimostrazioni e illustrazioni offerte in <c brillanti sintesi da vari e auto­revoli scrittori quali Giustino Fortunato, Giacomo Hacioppi e ultimo, in ordine di tempo, Raffaele Ciasca, il P. si sofferma a descriverne il carattere fissando sintetica* mente gli aspetti che hanno caratterizzato la vita della Basilicata dai primi moti risorgimentali sino alla repressione degli ultimi fautori del regime (p. XH).
Infatti, pur partendo dalla situazione quale risultava, agli inizi del sec. XVDH, caratterizzata da uno stato di spaventosa arretratezza sociale , dall'assoluta man­canza di una borghesia, da popolazioni abbandonate allo strapotere del barone e da aneliti di conquista della terra, la sola ricchezza e la sola aspirazione comune a rutti i ceti sociali , e del potere amministrativo, il P. osserva come solo verso la fine del séc. XVIII si incominciano a intrawedere nuove prospettive e a delineare almeno nei maggiori centri abitati, quelle condizioni che consentono la formazione di una nuova classe sociale (p. XDI), i galantuomini.
Il P. accenna appena agli eventi verificatisi nel periodo francese dal 1799 in poli al movimento costituzionalista del 1820-21 verificatosi dopo la restaurazione bor­bonica e agli avvenimenti successivi del 1848 e del 1860, poiché aU'autore interessa piuttosto metter in evidenza la varietà degli interessi che entrano in gioco tra le varie correnti e le aspre lotte che si combattono tra i diversi ceti sociali per il rag­giungimento del potere economico e per la conquista di più ampie libertà politiche, in un contesto di alleanze che spesso mutano e che si trasformano quasi sempre in profonde rotture non appena la situazione cambia.
L'unica classe che rimane preclusa da ogni trasformazione è la classe contadina; ea, pur variamente attirata con promesse e partecipe quasi sempre dei moti rivo-razionali, rimane sistematicamente abbandonata al suo destino, non appena le altre forze abbiano raggiunto loro scopi. Lo etesso fenomeno del brigantaggio, aorlo nel primo periodo post unita rio con un < aspetto politico: e pòi degenerato ben presto in delinquenza comune, è IH dimostrazione evidente del processo di strumentalizza­zione che subiscono le masse contadino da parte di altri ceti: in questo caso lo spa­ruto gruppo di ficchi proprietari terrieri che non hanno ancora aderito al nuovo re­gime (p, XXIII).