Rassegna storica del Risorgimento
BEAUHARNAIS CARTE; BIBLIOTECA DELL'UNIVERSITA' DI PRINCETON CAR
anno
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1970
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pagina
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Libri e periodici
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è assai varia. La rottura di sistemi economici tradizionali la rende ancora più differenziata sirene dalla vigna o dalla produzione mieta per autoconsumo ai passerà sempre di più a scelte che tengono conto di un più largo mercato. Qui sta precisamente il nucleo del discorso del Guizzi: dalla iniziativa contadina egli vede manifestarsi una iniziativa che parte dall'esterno, cioè dal montante sistema capitalistico e da una industria che sia a Torino, sia nello stesso Novarese, Biellese, Vercellese, va rapidamente crescendo. Tutta la storia delle pratiche agricole, delle innovazioni tecniche, delle migliorie e investimenti, appare nel lavoro del Caizzi trascinata inesorabilmente da uno sviluppo capitalistico del quale i protagonisti contadini sono scarsamente consapevoli. Ma gli uomini si muovono intanto dai borghi e dalle campagne verso le città, al punto che dal 1848 ad oggi Novara aumenta demograficamente di quattro o cinque volte, mentre molti comuni minori crescono di poco o addirittura in alcuni casi diminuiscono.
Un notevole interesse fornisce questo stadio dal punto di vista dei dati culturali e catastali. Si veda la storia del vigneto, che dopo essere cresciuto per un secolo recede invece nell'ultimo secolo e si limita ormai a colture altamente specializzate <p. 135), oppure si leggano le cifre comparate sulla divisione della proprietà, che indicano dal 1775 al 1865 un rapido frazionamento di èssa (p. 81), con ulteriori aumenti anche negli ultimi decenni. Per lo storico sarebbero forse interessanti ulteriori dettagli per le età più lontane, ma l'interesse prevalente dell'autore è nel senso di nna ricerca delle premesse alla realtà attuale. L'ultimo capitolo è dedicato interamente alle prospettive che l'attuale situazione della regione è in grado di offrire per l'avvenire.
Il Caizzì si serve, com'è evidente, di strumenti e fonti di tipo economico, geografico, che lo aiutano nella sua indagine ampia ed articolata. Lo spoglio non solo della letteratura, anche sparsa ed occasionale, ma anche di vari periodici locali usciti soprattutto dopo il 1870 fornisce la base a questa ricerca. Le statistiche a stampa, abbondanti per i periodi recenti, sono integrate poi da un'ampia conoscenza di materiale archivistico di alcuni comuni e dell'Archivio di Stato di Torino. Le documentazioni statistiche ed analitiche riportate in appendice consentono nna lettura più dettagliata dei fenomeni che l'autore ha considerato.
ALBERTO CARACCIOLO
GIOVANNI ZALIN, Aspetti e problemi dell'economia veneta dalla caduta della Repubblica alPannestdonet Vicenza, Comitato per il Centenario dell'Unione del Veneto al Regno d'Italia, 1969, in 8 pp. 253. S. p.
La monografia dello Zalin si aggiunge ad una serie di lavori ormai numerosi sull'economia del Veneto, per i quali sono noti i nomi del Delirami, del Berengo, del Caizzi, dello Scarpa, ed altri ancora. L'autore conosce bene tutta questa letteratura e se ne serve con molto ordine, ponendosi però anche alcuni problemi originali e aggiungendo indagini dirette, soprattutto di carattere demografico e sociale.
La storie ricostruita in questo libro è storia di una involuzione, sia pare con fasi e caratteristiche via via diverse. L'assunto principale è che si tratti di un'area nella quale il dominio pressoché assoluto del settore primario dell'economia non apre varchi nemmeno col precedere degli anni, avvertendo anzi il peso crescente delia concorrenza fra paesi che si avviano alla induatrinlìzzuzione. E anche sotto il profilo demografico il moderato sviluppo urbano del periodo considerato non sembra connettersi con una nascita di manifatture, ma piuttosto con un. sovraccarico di popolazione rurale*
All'interno di questa stagnazione prolungata lo Zalin individua una forte soggezione a fasi cicliche e ad eventi politici. Il periodo napoleonico per esempio