Rassegna storica del Risorgimento
BEAUHARNAIS CARTE; BIBLIOTECA DELL'UNIVERSITA' DI PRINCETON CAR
anno
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1970
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Libri e periodici 619
diplomatiche da Vienna non facevano che con [erra are la validità di tali preoccupa*
/ioni.
Se i dispacci del Severoli da Vienna, del Pacca da Roma e del Consalvi danno la misura della reale personalità dei diplomatici pontifici, mettendo in chiaro in particolare la limitazione del primo e la tenacia e la Inngimiranza del Segretario di Stato nel trattare le diverse questioni in Francia o in Inghilterra, è indubbio che l'intrecciarsi di problemi tra loro differenti per importanza (di natura politica, giurisdizionale, ecclesiastica, diplomatica ecc.), l'intersecarsi di interessi divergenti da parte degli alleati nel merito di qualche punto in discussione, la necessità di organizzare in modo nuovo l'Italia (tenendo conto delle esigenze austriache) non lascia* vano molto margine di manovra al Consalvi, il quale nelle udienze con Metternich, Castlereagh o Nesselrode cercava di penetrare le intenzioni e gli orientamenti degli alleati verso il pontefice e il sno Stato. Esemplari, in tal senso, i resoconti in data 30 giugno, 5 e 12 luglio 1814 e le risposte del Pacca (pp. 149 e sgg.; pp. 161 e sgg.; pp. 186 e sgg.), il quale, mentre esprimeva il compiacimento del papa e proprio per l'attirila del Consalvi, dava notizia assai particolareggiata di quanto avveniva negli Stati romani (e nelle Legazioni) e degli orientamenti del Sacro Collegio relativamente alla partecipazione (e sottoscrizione degli atti) al prossimo Congresso di Vienna. Qualche schiarita intanto, da Vienna, veniva in quei giorni, stando ai colloqui del Severoli con il conte Stadion, il Metternich, l'ambasciato re francese (pp. 291*92; pp. 389*90) e alle voci sulla sorte delle Legazioni : Tra quelli che parlano nel nostro senso e sembrano di voler far causa con noi, non Le ho nominato ancora il ministro di Francia. Egli detesta la cessione fatta alla Francia di Avignone e contado, e dice apertamente che le Legazioni devono per tutti i titoli essere rendute al papa. Pur* troppo egli è pensieroso e dubbioso a motivo della strana idea del regno di Lombardia e di ciò che si viene ora facendo a preparare gli animi alla pubblicazione del secreto articolo che ne parla. E non solo in lui mi piacciono queste proposizioni, ma molto più. i principi solidi, che manifesta contrari ad ogni- usurpazione, qualunque essa siasi e qualsiasi ne sia il titolo. Se questo ministro averà influenza nel futuro Congresso, sono persuaso che potrà esserci utile. Tali sentimenti niente equivoci, e aperti, d'un rappresentante di Francia mi lusingano che non troveremo in essa quella oscura politica che altrove si manifesta. Soltanto più tardi però, dopo l'arrivo a Vienna del Consalvi (che aveva continuato a dirigere la politica pontificia da Parigi sino alla fine di agosto, svolgendo considerazioni sulla situazione francese ed esprimendo il suo pensiero su tutte le questioni a lui sottoposte dal Pacca), prende avvio una vera e propria presa di contatto ad alto livello per la soluzione dei problemi in discussione che interessavano, direttamente o meno, lo Stato pontificio. E fin dal* l'inizio il Consalvi come fornisce alla corte di Roma informazioni di prima mano sulla situazione europea dall'osservatorio viennese, e consigli e rimedi a proposilo dei provvedimenti romani criticati dai diplomatici pel rigore del governo di Roma, cosi riferisce ì suoi; colloqui con il principe di Metternich ed altre personalità, cerca di aggiornare il quadro internazionale, avanza varie considerazioni in rapporto alla politica ecclesiastica con Austria, Francia ecc., mentre l'attenzione è sempre desta sul Marat, l'oecupazione delle Marche, le Legazioni ecc.; l'incrociarsi infine dei dispacci da Roma e da Vienna permette di fare il punto della situazione politico-diplomatica nella fase preparatoria del -Congresso, e di conoscere l'orientamento della Santa Sede in merito ai vari problemi, intorno ad alcuni dei quali febbrile risulta l'attività dispie* gata dal Consalvi, ad es. il completo ripristino dello Stato, il rifiuto ti riconoscere il Murai, il problema dei compensi (territoriali), l'intesa tra Elba e Napoli ecc. Ma il volume termina proprio in questa fase preliminare, durante la quale si discutono piuttosto i progetti di organizzazione del Congresso, che non il contenuto, la sostanza dei problemi, ma non tanto però che il Segretario di Stato non faccia presente, talvolta, l'insieme delle sue preoccupazioni per il completo restauro dello Stato pontificio