Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI CREMONA CARTE BARGONI; BARGONI ANGELO CART
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1971
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Libri e periodici
vento ài imprenditori, capitali e tecnici stranieri; compare, in proposito, tra i testi la memoria di A. Larderei stillo sfruttamento dell'acido borico in Toscana.
La generale arretratezza dell'industria non era soltanto determinata dalle difficoltà obiettive ma anche dalle soddisfatte scelte degli ambienti economici, orientate verso impieghi di non alto ma sicuro rendimento. Le poche voci eretiche propugnanti una svolta industrialistica, come quella di Melchiorre Gioia,') cadevano ancora nel vuoto.
Se questo modesto equilibrio agrario poteva consentire livelli accettabili per gli strati alti e medi della società italiana, vi erano però larghi strati popolari cronica mente afflitti dai mali del sottosviluppo, esaminati nei vari aspetti e nella loro grave portata. Deve tuttavia trovar qui posto la riflessione sull'opportunità storica di una pausa, concessa alle plebi italiane, tra gli sconvolgimenti dovuti alla modificazione sociale nelle campagne, per reversione del feudalesimo, e quelli portati dalla rivoluzione industriale. La stasi dei decenni successivi alla restaurazione può esser servita, riassestando gli scossi equilibri delle società italiane, ad attenuare la rivolta antiborghese delle masse e, per riflesso, la loro refrattarietà nei confronti del Risorgimento, che una contemporanea rivoluzione industriale avrebbe ai loro occhi maggiormente caratterizzalo in senso classista.
Invece in quelle condizioni dì arretratezza l'impulso iniziale al movimento nazionale ed anche, in particolare, a fatti di rilevanza economica, come la preparazione della lega doganale sardo-tosco-pontificia o le comunicazioni ferroviarie, risulta, nell'analisi del Romani,-) più di indole politica ed ideale che di natura prettamente economica. Le malattie della vite e del baco da seta, scuotendo la fiducia, pur tenacissima, nel possesso fondiario e nelle attività connesse, contribuirono poi ad orientare le successive scelte degli ambienti economici verso l'incipiente sviluppo industriale; e non a caso questo ebbe le prime significative manifestazioni nel settore serico, che era il più colpito (data la malattia del baco) e che, per reggere alla penuria produttiva, si avviò ad un processo di selezione, emergendo cosi gli stabilimenti più adatti per dimensioni e per l'uso del vapore nel riscaldamento delle bacinelle.
Nel decennio 1850-1860 il sistema di fabbrica compì progressi anche in altri settori tessili ed in quello del ferro, mentre l'aumentato ritmo della vita economica riceveva l'efficace direzione politica del Cavour, il quale seppe saldare con realismo '*> le prime realizzazioni industriali alle permanenti basi agricole del paese. Con ciò il primato dell'agricoltura, da cui scaturiva la scella liheristica (difficilmente effettuabile con un industrialismo più spinto), veniva sì mantenuto ma riproposto e calato in un contesto moderno, con l'adozione di tecniche progredite non solamente sotto il profilo agronomico ma anche negli strumenti creditizi e negli sbocchi commerciali, come pure nei trasporti e negli altri pubblici servizi; nell'ambito agricolo veniva inoltre ridimensionato l'indirizzo cerea licolo-vi ni colo, prima prevalente, a favore della grande coltura di irrigazione e degli allevamenti.
Il pensiero del Cavour viene ben reso, nella parte documentaria, con sue salienti prese di posizione, specialmente sul libero scambio, contro il protezionismo del di Revel, il quale precorreva, nel coreo della polemica, il principio crociano della possibile
1) Del Gioia è citato lo scritto Sulle manifatture nazionali e tariffe daziarie, la cui prima edizione è del 1819.
3) U Romani, nel formulare il suo giudizio, riporta le esitazioni sulla convenienza economica della lega del ministro toscano G. Baldaaseroni e del consigliere di Stato piemontese I. Pciiui di Roreto; vlen pure citata l'osservazione di G. Luzzalto (i/,. vigilia e l'indomani dell'unità in Orientamenti per In storia d'Italia nel Risaraimanto. Bari, 1952, pp. 153-154) sulla preponderanza degli interessi commerciali con gli Stati esteri rispetto a quelli reciproci tra Stati italiani.
*) Viene a questo punto giustamente rilevata la somiglianza tra il realismo economico di Cavour e Cattaneo, al di sopra delle tanto differenti vedute politiche tra le due personalità risorgimentali.