Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI CREMONA CARTE BARGONI; BARGONI ANGELO CART
anno <1971>   pagina <164>
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Vita dell'Istituto
Lucio Lume, vicepresidente; prof. Rinaldo Monlevecchi, segretario-tesoriere; prof. Sergio Anselmi e doti. Giuseppe Baroni, consiglieri..
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BARI. - Il 28 dicembre u.s. si è riunito il Consiglio direttivo del Comitato, convocato insieme con la Commissione coordinatrice delle iniziative a carattere culturale e col collegio dei revisori dei conti.
Il presidente Michele Viterbo ha innanzitutto rivolto un commosso pensiero alla memoria del venerato presidente del Comitato di Napoli aw. grand, uff. Amedeo Moscati, del quale ha ricordato la lunga nobilissima opera di storico* che sì riassume nei preziosi volumi sui Ministri del Regno d'Italia, ed ha espresso il voto che que­st'opera venga ora condotta a termine dal suo degnissimo figlio prof. Ruggero.
11 presidente Viterbo ha poi ricordato i due soci del Comitato di Bari ultima­mente scomparsi: il poeta e saggista Pasquale Cafaro di Andria, ch'era il decano del Comitato barese, e il prof. Niccolò Molinini di Corato, già direttore della rivista La Disfida. Ha anche ricordato il compianto segretario del Comitato, cav. Paolo Sforza improvvisamente deceduto.
Quindi lo stesso presidente ha riferito sulla iniziale diffusione del volume T'erra di Bari all'aurora del Risorgimento ( 1794-1799), ora pubblicato dal Comitato. Il prov­veditore agli Studi prof. Maslrorilli e il sovrintendente scolastico per la Puglia e Lu­cania prof. De Ruggiero si son detti sicuri che ogni biblioteca pubblica o privata della Puglia, e soprattutto ogni biblioteca scolastica, prowederà ad aver copia del volume. Il preside prof. Lovero ha osservato che il volume stesso, di cui come è noto sono autori illustri docenti e studiosi di Roma, di Napoli e di Bari (Cortese e Mo­scati, De RobertiB e Sansone, De Marco e Fiore, De Rosa e Masi, Pedio e Viterbo ecc.) presenta per la prima volta, nel modo più completo, la storia degli anni creativi 1794 e 1799 e documenta la parte essenziale avuta dalla Puglia agli albori del Risorgimento e durante hi Repubblica napoletana con ogni obiettività e con un senso di penetrazione ambientale, anche nel settore economico e sociale, cui non si era avvezzi. Pertanto egli confida, da vecchio educatore, che questo volume, che può definirsi fondamentale, sia letto e studiato dai giovani, e che in ogni caso si diffonda largamente. Il presidente Viterbo ha infine accennato all'impegno di onore che gli Enti pubblici, il consiglio direttivo del Comitato e gli stessi soci si sono assunti nei riguardi della pubblicazione degli altri nove volumi, che illustreranno compiutamente il contributo dato dalla Puglia al Risorgimento. A questo impegno egli ha soggiunto i nostri successori e continuatori terranno certamente fede. E anche per questo, ha concluso, l'accoglienza del pubblico al primo volume ora venuto alla luce deve esser tale (e per fortuna è assai promettente) da incoraggiare il proseguimento dell'opera.
La sera del 18 febbraio u.s. si è adunato il Consiglio direttivo del Comitato, presenti pure le commissioni varie. Il presidente Michele Viterbo ha anzitutto dato comunicazione di un telegramma del presidente della Giunta Regionale per la Puglia aw. Trisorio-Lhizzi che, non potendo per precedenti impegni intervenire di persona, ha delegato a rappresentarlo l'assessore regionale alla cultura aw. Ciuffreda. Anche il provveditore agli stadi ha giustificato in sua assenza. Il presidente ha quindi ricordato l'editore doti. Giuseppe Laterza ed ha espresso alla sua famiglia, specie al fratello Franco consigliere del Comitato, le pia vive condoglianze. AlPavv. Ciuffreda, che per la prima volta ha partecipato ai lavori del Consiglio, ha rivolto un particolare saluto.
11 presidente Viterbo ha poi detto che si riserva offrire alla biblioteca dell'Ente Regione alcune sue personali pubblicazioni dei lontani anni 1913 (Casa Editrice Hu* inanità, Bari); 1910 (Editori Treves, Milano) e 1921 (Conferenze e Prolusioni, Roma) in cui egli sosteneva la necessità di dar vita in Italia, fin d'allora, all'istituto regionale, al fine anzitutto di realizzare il decentramento amministrativo, che doveva essere la riforma-base, e di e sburocratizzare l'Italia (non mai, sia ben chiaro, di Burocra-