Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI CREMONA CARTE BARGONI; BARGONI ANGELO CART
anno
<
1971
>
pagina
<
166
>
166
Vita dell'Istituto
secondo l'annunciato programma, eliminare gli errori del passato, amministrare il Pacne assai meglio di quanto prima non sia staio fatto e assicurare un nnovo ritmo nella vita sodale, economica, colturale italiana. Il quesito da porsi è se le Regioni potranno davvero riuscire, nelle attuali condizioni, o realizzare un così ampio e martellante lavoro. Noi, per nostro conto e anche a costo di sentirci dire che siamo un po' fuori del nostro tempo, affermiamo che bisognerebbe operare con lo stesso vivificante anelito di italianità costruttiva che era connaturato all'età risorgimentale, quando le Regioni fnron concepite per la prima volta. Si, sappiamo bene che le condizioni sono ora del tutto diverse: ma la meta dovrebbe esser sempre quella di semplificare al massimo la pubblica amministrazione senza arruffio di uffici vecchi e nuovi, e ciò per meglio rafforzare la compagine nazionale, pervenire a soluzioni coraggiose e trasformatrici e realizzare in pieno e con ogni intelligenza il decentramento amministrativo. Senza queste mete l'ordinamento regionale, nelle condizioni odierne, non si spiegherebbe. Peraltro ha concluso il presidente Viterbo il fatto stesso che l'Europa in formazione pone ora risolutamente il problema delle zone depresse, tra le quali è ancora relegato il nostro Mezzogiorno, sta a dire che le Regioni del Sud Italia devono agire con maggior impegno, con profondo studio e con illuminato coordinamento di iniziative e di proposte se vogliono giovarsi delle nuove e larghe possibilità che si aprono innanzi a loro, in nna economia europea tonificata e rinnovata. Con queste premesse i Pugliesi attendono ora all'opera il governo della Regione.
L'avv. Ciuffreda ha risposto sottolineando il fatto che egli dà inizio al suo lavoro quale amministratore regionale partecipando a questa adunanza, nella sede tipica* mente risorgimentale, anzi e carbonara , del Comitato. Ha continuato asserendo che l'Ente Regione è consapevole del fatto che la Puglia è ansiosa di vedere finalmente risolti problemi essenziali, differiti o non bene affrontati proprio a causa del centralismo , mortificatore delle più sane energie. Tra questi problemi primeggia quello della coltura, dall'alta cultura a quella popolare, dall'archeologia all'istruzione prò-fessiomile e alla più approfondita conoscenza della nostra storia. È un compito durissimo quello che la Regione ha innanzi a sé e che potrà essere interamente realizzato quando lo Stato accentratore cederà nel fatto alle Regioni parte dei suoi effettivi poteri senza ledere la sua sovranità di ordine politico, che naturalmente è fuori discussione. Il Risorgimento, come ha ricordato or ora il Presidente del Comitato, fu antì-ceniralista, e questa eredità spirituale va ben tenuta presente nella grande battaglia che le Regioni appena nate combattono per avere, attraverso i loro Statuti, tutta la necessaria autorità a realizzare le premesse per cui son sorte e il loro programma rigeneratore.
L'avv. Ciuffreda ha concluso assicurando ogni appoggio ed ausilio da parte
della Regione pugliese al Comitato, compiacendosi per la sua esemplare attività e
per la pubblicazione del primo volume dell'annunziata collana storica, e augurandosi
che l'intero programma del Comitato stesso possa essere attuato; sarà reso cosi
- ha detto l'avv. Ciuffreda un grande servigio agli studi storici pugliesi.
È seguita un'ampia e animata discussione, cui hanno partecipato il preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bori, prof. De Robertis, anche nella sua qualità di presidente della Società di storia patria per la Puglia; il sovrintendente bibliografico prof. Caterino, il preside prof. Lovero, il direttore dell'Archivio di Stato doti. Di Bari, il prof. ing. Signorile-Binnchi, i generali PaScazio e Verri, il col. Cbiancone per il Museo storico, il comm. dr. Sagarriga Visconti, ring. Tramonto, il dott. Colella, il dott. Crudo ed altri. È stata messa in particolare evidenza l'azione svolta attraverso gli anni dagli Enti locali per sostenere il Comitato nelle sue tante iniziative.
Ha poi ripreso la parola il presidente Viterbo per ricordare il centenario dell'emigrazione transoceanica.
Questa rievocazione ha avuto un'alta tonalità come espressione di riverenza verso gli animosi lavoratori pugliesi, che un secolo fa solcarono fra i primi gli oceani in cerca di lavoro. L'emigrazione cominciò infatti a determinarsi, prima timidamente,