Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI CREMONA CARTE BARGONI; BARGONI ANGELO CART
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1971
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Vita dell'Istituto
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dopo il 1860, ma dagli anni 1870*71 ebbe consistenza sempre maggiore, fino a toccare le sue punte massime nel primo decennio del secolo.
Il presidente Viterbo ha, in una commossa sintesi, ricordato l'avvenimento. È stranissimo egli ha rilevato che questo centenario non venga largamente e debitamente ricordato e celebrato. L'emigrazione fu un fatto storico di grande rilevanza, anzi fu una mezza rivoluzione nella vita del Mezzogiorno, e Giustino Fortunato, forse troppo circoscrivendo l'effettiva azione trasformatrice da essa derivante, opinava che fu soprattutto l'emigrazione a debellare il brigantaggio e a fare scemare i delitti. Ma in effetti l'emigrazione diede un contenuto sociale al Risorgimento che si era allora concluso. Le nostre vecchie e tardigrade classi dirigènti erano rimaste chiuse nel loro egoismo e anzi si erano impossessate, non solo dei residui beni ecclesiastici allora messi in vendita, ma anche di quelli demaniali che appartenevano a tutti: questa la verità. Allora i contadini risolsero da sé il loro problema secolare. L'aria del Risorgimento consentì loro ciò che il regime borbonico non avrebbe permesso, .e con Intraprendenza e intrepidezza più uniche che rare solcarono gli oceani per assicurarsi un lavoro rimunerativo.
Nessuno immaginava che contadini e artigiani rozzi, analfabeti, primitivi come quelli meridionali di allora dovessero rivelare così notevoli capacità lavorative insieme con la resistenza fisica e l'amore del risparmio. Le pagine del De Amicis ha detto il presidente Viterbo - - sono sempre vive nella nostra memoria e danno una idea molto chiara del senso di sacrificio e delle tormentose sofferenze degli emigrati ; ma è mancata e manca una pubblicazione illustrativa e documentata sul validissimo apporto da essi dato allo sviluppo e al progresso dei Paesi ove si fermarono, nelle due Americhe specialmente, e anche in Africa, nel Levante, in tutto il bacino medi terraneo. Fu un lavoro enorme. Dissodamento e bonifica di terreni; costruzione di ponti, gallerie, dighe, porti, ferrovie, di altre grandi opere pubbliche; scavo di miniere ecc.: ecco ciò che fecero, lungo cinquanta o sessantanni, i contadini del nostro Sud. E intanto, con le loro famose rimesse, salvarono la pericolante eco* nonna dello Stato Italiano, onde fu principalmente loro il merito della lira-oro. Quindi l'emigrazione transoceanica va considerata come l'integrazione del nostro Risorgimento specie per le straordinarie ripercussioni che essa ebbe nei nostri ambienti locali per lo spezzettamento della proprietà e la nuova coscienza civile dei lavoratori.
Tutti i presenti si sono associati con fervido consenso a questa rievocazione storica fatta dal presidente del Comitato.
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BERGAMO. - Sàbato 30 gennaio n;s in collaborazione con l'Ateneo di Bergamo, il nostro Comitato ha celebrato il centenario del 1870 con una conferenza del doli. Piero Capuani dal titolo: Francesco Cucchi e l'unione di Roma all'Italia*.
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BOLOGNA. - Il nostro Comitato, in accordo con la Società nazionale Dante Alighieri , ha bandito un premio di L. 50.000 fra gli studenti delle scuole medie superiori per una ricerca storica sul Risorgimento italiano.
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BRUXELLES. - Diamo il verbale dell'assemblea del 9 gennaio u,o.: La canee est ouverte si 15.05 par M. Vini. Nuffcl, préaident. Sept membfes son présente. Sont éxcufféfó Mi. M- 'Braive. Demoulìn, Lory, Reneon, Warxee,