Rassegna storica del Risorgimento
OBERDAN GUGLIELMO
anno
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1971
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pagina
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183
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FONTI E MEMORIE
I GUGLIELMO OBERDAN
Premessa
Il patriota e scrittore triestino Giani Stupurich, spentosi a Roma il 7 aprile 1961, nei giorni in cui aveva appena compito i settantanni, si può a giusto titolo considerare come uno degli ultimi genuini rappresentanti del nostro Risorgimento nazionale, per il sentimento che animò la sua opera di combattente e di scrittore civile. Quest'opera andò dalla sua milizia letteraria sulle pagine de La Voce fiorentina alla sua partecipazione come volontario alla guerra di redenzione della sua terra nativa (per la quale meritò la medaglia d'oro al V. M..), alla sua difesa, condotta con austera dignità e fedeltà, dei valori fon-damentali di patria e di libertà durante i periodi della dittatura fascista, dell'op' pressione nazista sul suolo triestino (per cui egli conobbe anche il carcere nella sua stessa città) e della occupazione alleata. H suo nome, al ricordo degli amici che lo conobbero da vivo, risveglia la sua figura alta ed armoniosa, dalla nobile fronte sul profilo sereno, con la fisionomia composta in una gravità, che lo faceva apparire simile ad un personaggio antico, un illirico educato nello spirito della romanità, valoroso nette opere di guerra e saggio e cólto nelle opere di pace. Lo stesso nome, per il lettore comune, è legato ai suoi libri, e in particolare alFepos narrativo del suo maggiore romanzo, Ritorneranno, con cui egli seppe idealmente concludere il ciclo romantico delle lettere italiane, e al suo saggio più impegnativo, quello su La nazione ceca, di cui è apparsa di recente una nuova edizione (ed. Longanesi, Milano 1969). La personalità di Stuparich come educatore civile, che si effuse in numerosi articoli e studi di carattere storico, letterario e politico, prese forma riflessa, ancora una volta, nel discorso che egli pronunciò al Teatro Verdi di Trieste il 16 marzo 1958, per commemorare il centenario della nascita di Guglielmo Oberdan; discorso, il cui testo registrato possiamo presentare ai lettori della Rassegna, grazie alla cortese concessione della figlia dello scrittore, doti. Giovanna Criscione Stuparich.
VITTORIO FROSINI
Commemorare Guglielmo Oberdan oggi, a cent'anni dalla Sua nascita, è ardua impresa. Ogni declamazione su di Lui sarebbe non solo profanazione, ma offesa alla Sua memoria. Il nome di Guglielmo Oberdan è stato troppo spesso pretesto a vaniloqui, perché a noi oggi non s'imponga il dovere d'allontanare da Lui ogni alone di rettorica, per porlo in quella luce che è la sola degna della Sua grandezza: la luce della nuda verità.
Le nostre generazioni stanno uscendo appena da un periodo storico di