Rassegna storica del Risorgimento
OBERDAN GUGLIELMO
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1971
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Giani Stuparich
più segrete. In drammatico contrasto le due facce dell'avvenire: dell'avvenire materiale e di quello spirituale.
In quegli anni Francesco Ferendoli, semplice e onesto uomo del popolo, del fiero popolo triestino di Rena Vecchia, bracciante portuale, stivatore , tornava ogni sera, stanco del lavoro pesante, ma sereno e contento, in seno alla famigliola. Da Cittavecchia s'era traslocato, il 24 agosto del 1869, in una casa più comoda in Via Belvedere, poiché la famiglia cresceva. Dei figli prima tre e presto quattro che rallegravano le sue ore di riposo nella casa nuova, il maggiore di undici anni non era veramente suo: era figlio illegittimo della moglie Giuseppina Oberdank, di cui portava il nome; ma gli voleva bene e lo trattava ugualmente come fosse uno dei propri.
Guglielmo ricambiava di tutto il suo affetto il patrigno ed era mollo legato alla madre; la madre di origine goriziana, era donna d'umile condizione, che prima di sposarsi aveva prestato servizio di cuoca presso alcune famiglie triestine; bravissima donna, di dolce e vivace temperamento.
Anche Guglielmo era vivacissimo e qualche cosa d'infrenabile era nella sua natura. Frequentava il primo corso della Civica Reale Superiore dell'Acquedotto, perché dopo le elementari il patrigno e la madre, sebbene analfabeti, avevano pensato, per la sua svegliatezza, di metterlo agli studi. Ma quale dovette essere il loro doloroso stupore quel giorno di fine d'anno, che Guglielmo tornò da scuola con l'attestato. I giudizi erano perentori: a Poco conforme in costumatezza per incorreggibile inquietudine e per insolenti risposte e perché promotore di disordini . Egli era costretto, indipendentemente dal profitto discreto, a ripetere Tanno per persistente insubordinazione e per diligenza incostante .
a Un lampo della fanciullezza lascia talvolta travedere l'uomo futuro : sono parole che Guglielmo Oberdan scrisse sei anni dopo, in un componimento scolastico. Ripetuto quel primo anno, egli era diventato via via uno scolaro modello, fino ad esser licenziato da quella stessa scuola con la nota esemplare in comportamento e con la distinzione in profitto: su dieci mate* rie cinque eminenti nelle materie principali. Maturo, quindi, con distili' mone per l'ammissione ad un Politecnico .
Quale erisi profonda aveva portato il giovinetto a tale riuscita? Una volontà fortissima, il predominio della mente sugli istinti, una ferrea autodisciplina possono spiegare tale mutamento. Ma noi in quel lampo che scopre una fanciullezza, possiamo intravedere già l'uomo.
Quanto difficile giudicare oggettivamente il carattere d'un ragazzo, e d'un ragazzo eccezionale quale era Oberdan! Quella che fu considerata incorreggibile inquietudine poteva essere insopporiazione istintiva d'una disciplina puramente formale; a le insolenti risposte derivare da una reazione spontanea all'ipocrisia conformista e quel promotore di disor-