Rassegna storica del Risorgimento
OBERDAN GUGLIELMO
anno
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1971
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pagina
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Guglielmo Oberdan
l'impegno morale. Egli avrebbe percorso fino in fondo la vìa degli studi e della scienza, esempio di popolo che si eleva spiritualmente e socialmente (e commuove profondamente l'accenno ch'egli farà, nell'interrogatorio del 7 ottobre 1882, alla sua spezzata carriera: avevo in animo di avviarmi all'insegnamento! ).
Ma le coudizioni politiche e le vicende storiche dell'Austria turbarono il corso regolare della sua vita, lo spinsero prima a un passo irrevocabile, lo impegnarono poi nell'azione politica, fino all'estrema decisione.
Siamo nel luglio del 1878. Un telegramma del patrigno gli annunzia la sua improvvisa chiamata alle armi. H reggimento Weber, a cui egfi. è assegnato, è fra i reggimenti mobilitati. Guglielmo Oberdan torna a Trieste con l'animo colmo di apprensione e di presentimenti.
Il trattato di Berlino aveva affidato all'Austria l'amministrazione della Bosnia Erzegovina e l'Austria si preparava a mandare i suoi soldati contro quelle popolazioni insorte, che non desideravano sottomettersi al giogo dell'impero austro-ungarico. Si trattava dunque non solo di vestire l'odiata divisa, ma di cooperare alla soffocazione delle aspirazioni di libertà di un popolo: ciò che offendeva i suoi principi più profondi, politici e umani.
Tuttavia egli si presenta alla chiamata. Egli entra in quella Caserma Grande, lungo le cui mura egli era passato ogni mattina per sette anni nel recarsi a scuola, in quella Caserma che sarà il luogo del suo supplizio. Certi uomini, dotati di speciale sensibilità, hanno il dono fatale della preveggenza; e noi ci sentiamo scorrere un brivido per la schiena nell'i mmaginare Oberdan entrare, quel luglio del 1878. in quel cortile, indossare la divisa del soldato austriaco, mettersi nei ranghi, fremente e interiormente angosciato dal tragico dilemma che non aveva ancora risolto, ma che non doveva tardare a risolvere con la sua decisa e intransigente volontà.
Difatti, pochi giorni dopo, avvenuto il trasferimento della sua compagnia nella Caserma di Roiano. Guglielmo Oberdan decide. Nasconde le armi fra la paglia, esce alle 7 di sera dalla caserma, annunciandosi regolarmente al sergente d'ispezione (quale studente egli aveva il permesso di dormire fuori di caserma), va a casa, ha una spiegazione con la madre (e possiamo immaginare con quale angosciata confidenza!), sveste la divisa militare per indossare abiti borghesi, la lascia sull'attaccapanni, ed esce di casa, per non fare più ritorno.
Quella stessa notte, tra il 16 e il 17 luglio, dal molo del Sale, insieme con due amici istriani, si stacca da Trieste clandestinamente su una barca e, dopo quattro giorni di difficile traversata, approda a Sinigaglia. L'altra sponda! Di quante vicende dolorose e tragiche per la nostra gente non è stato testimone, e continua a esserlo, questo nostro incantevole e amaro Adriatico!
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