Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <217>
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La campagna del 1848
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copertina dell'ultimo manoscritto. Attualmente il volume comprende, per* tonto, la relazione ChiaUi, il Diariot la Storia, la versione tedesca della Storia. J> Saggio, quest'ultima, non sappiamo se di un modo sicuramente esemplare di riempire le noiose ore della pensione, o ritiro come allora sì diceva, oppure segreta ambizione di non privare anche gli ex nemici delle proprie storiche memorie.
Cecilio Fabris lesse i manoscritti e li citò alcune volte nella propria opera.2) Se facciamo nostro il dubbio di un anonimo studioso che si chiedeva se mai una altrettanto anonima nota manoscritta a lapis su un mezzo foglio pro­tocollo inserito come scheda tra le pagine del Diario poteva essere del diret­tore dell'Ufficio storico ( nota di C. Fabris? >), cosi egli si sarebbe espresso sull'opera del De Bartolomeis che qui ci riguarda:
Diario del De Bartolomeis. Le ragioni dell'opera contengono parole alquanto acerbe verso il Re e gli ufficiali di SM.: sembrano considerazioni troppo personali.
Sembra un diario d'impressioni più che di fatti. Comunque non ha il carattere di diario come s'intende oggi.
H 18 aprile si accenna alla rivoluzione contro Luigi Filippo come avvenuta in quei giorni.
Anche nel Diario continuano a contenersi aspre parole pel Re e per gli ufficiali (14-15-16 aprile).
Non risulla chiaro quando avvenga, secondo il diario, il combattimento di Pastrengo.
I giudizi sull'opera del già capitano De Bartolomeis continuano ad essere non del rutto lusinghieri. E se mi è concesso venire terzo dopo un capitano ed un colonnello (ma questi di gran valore, quale fu Cecilio Fabris), vorrei ag­giungere qualche modesta considerazione e qualche ulteriore riserva.
Chi fu Luigi De Bartolomeis? Malgrado le nostre ricerche d'archivio presso il ministero della Difesa, non sappiamo altro ohe quel poco o nulla che egli stesso lasciò scritto di sé. Che nacque a Cremona,3) che era capitano al
t) Ibidem.
2) CECILIO FABRIS, Gli avvenimenti militari del 1848 e 1849, Roma-Torino, Roux e Viarengo, 1898-1904, voL I, p. 269; voi. ni, pp. 143-144. 269, 368, 485. Le citazioni sono però tratte dalla Storia e non dal Diario; anche se nei due manoscritti vi è spesso esatta corrispondenza fin nelle parole.
11 De Bartolomeis e citato anche nella narrazione della Campagna del 1849 curata dal coi. Giacchi, Cfr.: La Campagna del 1849 nell'Alta Italia, Roma, Ufficio Storico del Corpo di Stato Maggiore, 1928, pp. 45, 74.
3) La notizia ri è data dal De Bartolomeis in una pugina della sua Storia mano­scritta, allorché la narrazione giunge alla ritirata dell'esercito sardo su Cremona e si fa il paragone tra le accoglienze dell'ormai lontano 2 aprile ed il clima di quel teiste luglio, t Oggi che ci vedono ricomparire perdenti, laceri, contusi, affamati, senza pane e senza Letto, nessuno ci offre più ospitalità, tutti ci sfuggono quali appestali o cani arrabbiati; cosicché io dovetti stare quasi tutto il giorno :con quegli equipaggi e le salmerie del Quartier generale culla pubblica strada, perché nessuno voleva aprirmi la casa od una sosta o stalla da mettere almeno al riparo dalle intemperie quei quadrupedi. In tale stato di avvilimento presi a dire ad un signore del luogo che di là passava: " Mi vergogno d'essere nato a Cremona e di vedermi cosi male accolto da una popolazione, che fu tanto entusiasta del nostro arrivo in aprile, ed ora più non degna mirarci in volto, come se fosse nostra colpa individuale, che le cose di guerra