Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
anno
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1971
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pagina
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223
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La campagna del 1848 223
dal Quartier Generale (13 giugno), riportata dallo stesso Fubris:1J i consigli di guerra risoltisi nel nulla di fatto; l'insubordinazione di molti soldati (18 giugno), addirittura diserzioni e mali esempi (9 maggio). Troviamo notizia sulle trattative di pace con la proposta dì cessione della Lombardia al Piemonte (22 giugno), sull'alloggi amento del Re all'albergo di San Giorgio fuori delle mura di Milanoa) e l'illusione in lui creata di poter allagare la strada Lodi* Milano (3 agosto).
Se, come abbiamo visto, troviamo notizia di soldati che si sbandano, ecco anche dei Savoiardi che si lasciano morire dì fame piuttosto che rubare (27 luglio); ecco il generale D'Aviernoz (fatto ben noto) che cade trafitto per l'inganno tesogli dagli Austriaci (20 luglio); ecco i Piemontesi che non sparano contro i villaggi per timore di incendiarli (26 luglio).
E vicino ad un De Bartolomeis a volte antipatico per la presunzione e la sufficienza (18, 26 aprile; 7 giugno), ne abbiamo uno gustoso allorché ci narra delle fanfaronate del duca di Dino mentre arringa la folla a Milano (27 giugno), o del cavalier Michelozzo Michelozzi che segue il figliuolo con la schioppetta in ispalla pronto a tagliar la corda al primo colpo di fucile nemico (19 giugno), o dei Rodomonti che balzano fuori delle buche (anche se traspare una certa acidità) (21 giugno); ed uno poi schiettamente simpatico (ed è l'unica volta, purtroppo) quando ironizza, forse senza accorgersene troppo, sulla distribuzione alle truppe di uno stampato contenente una invocazione alla Beata Vergine: Pare incredibile, che in un secolo di progresso si possano credere simili madornali fandonie e miracolose superstizioni, che nemmeno fra i Turchi si ammetterebbero per divine ispirazioni (20 luglio).
Ma le critiche più acerbe sono riservate, come già notava con comprensibile dispiacere il colonnello Fahris, per il re Carlo Alberto. De Bartolomeis è certamente un devoto suddito ed un leale servitore di Sua Maestà. Ammira nel suo sovrano il freddo coraggio, la lealtà verso il nemico (passim), la bonarietà * (15 aprile), la fedeltà ai patti (15 luglio). Tuttavìa, non può fare a meno di criticare, senza mezzi termini, ed a volte con rabbia, la di lui testardaggine v (14 aprile), l'ambizione di farsi salutare innanzi tempo qua! Re tFIta-liti (26 aprile), i classici tentennamenti (6 maggio, 13 giugno), la metodicità del vìvere (6 maggio), la gelosia per il Durando (18 giugno), il fatalismo e l'attesa, la ricerca anzi, della morte (30 aprile, 18 giugno, 15 e 16 luglio), addirittura la incapacità di mandare avanti la guerra (24 luglio), E mentre, da fedéle soldato, al quale l'idea repubblicana non passava nemmeno per l'anticamera del cervello, ammira la resistenza del Re a cavallo (19 aprile) e si preoccupa della febbre e della dissenteria che lo affliggono (25 giugno. 27 giugno, 1 luglio), gli dà appena può del tentenna e dell'irresoluto (passim). *5
J' !Q. F.uuiis op. cit voi. Ili, pp. .143-144; Conte già abbiamo osservato (nota 2, p. 217), il brano è tolto dalla Storia e non dal Diario, Ma i due manoaoritti, per l'episodio, usano quoti le stesse parole.
2} Cfr. sall'epinodio: P. Pjaiti, Vn ignoto epistolario sulla Campagna di Lombardia del 1B48, in Stadi in onore di Riccardo Filati peri, p. 457. (Dall'estratto).
8) Sulle mancate inondazioni si vada: C. SPELT.ANZON, op, cfc, voi. IV, p. 882.
*) Ecco quanto egli scrive su] Re in un brano dulia Storiai e Carlo Alberto, di sua persona, faceva sempre grandi morti (ÌWIÌSÌOIÙ, astinenze di vitto, non si cibava che df poco pane e patate, alla mensa reale non impiegava mai il tovagliolo, né mangiava cogli altri commensali, soffriva molli incomodi intestinali, e dolori per le riportate