Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <225>
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La campagna del 1848
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II Chiala fu sicuramente colpito dalle dichiarazioni con le quali il De Bartolomei* si attribuiva la paternità del libro, sia por rivisto > da Carlo Promis. Il Re, a sentire il Nostro, non avrebbe scritto nemmeno una rigai II capitano Ghiaia, futuro generale, non era davvero uno sprovveduto; ma non aveva evidentemente il desiderio, o l'interesse, di approfondire la questione, né quella di mettersi a polemizzare con un rispettabile colonnello di Slato Mag­giore e su una faccenda che, tutto sommato, era ancora abbastanza delicata. Sicché, le dichiarazioni del De Bartolomei non trovarono smentita. E non si può dire che non fossero esplicite e, come dire?, piuttosto provocatorie .
Il Re, così egli sì esprime alla fine del Diario-, ha incaricato lo scrivente a compilare le Relazioni di tutti i fatti principali accaduti durante la guerra del 1848, che fece pubblicare in Torino (mandandoli prima a rivedere al cav. Promis, autore di varie memorie sulla passata guerra) e ch'egli intitolò Afe-morie ... ecc. .
Alla fine della Storia scrive il Nostro: Ritornato io in Alessandria (addi 28 agosto) S.M, Carlo Alberto m'incaricava della redazione dei principali fatti d'armi durante la guerra del 1848, i quali vennero in parte stampati nelle Memorie ed Osservazioni sulla guerra dell'Indipendenza italiana raccolte da un Ufficiale piemontese, che lo stesso Re mandava a Torino al cav. Carlo Promis per essere stampate; ma non tutte volle allora pubblicarle: egli man­dava ogni mattina un Vallet de pied a prendere ciò ch'io aveva scritto nella notte, e manifestò al generale Chiodo la di lui soddisfazione per questa mia raccolta; ed anzi, quando gli presentò la mia Relazione sulla ritirata da Goito a Milano, disse: " Voyez, voyez mon General, Monsieur B. a la vue tres-courte, mais il a vu plus loén que tout autre: il m'a dite dea véritées que personne ne m'avait dit; et il a parfaitement raison an blamand notre ligne trop-étendue de Governolo jusqu'à Rivoli, et il m'à indiquée de choses très-justes; mais mal gre moi, je ne puis pas maintenant publier toutes ses relations: dites-lui, qu'il les garde pour la fin de la guerre de l'Independance de l'Italie, quand tout le pays formerà un seul Royaume " . l> Un francese non molto classico, neanche per l'ortografia, sia detto fra parentesi.
Nella Storia ripete altre volte di avere compilato fatti d'arme e di averli trasmessi al Re. Tutte le promemorie per le truppe austriache con Appendici e Documenti, aggiunge, i Prospetti delle forze disponibili, quelle di presidio, l'Ordine di battaglia e dislocamento delle truppe austriache, da p. 207 a p. 224 delle anzidette Memorie (Promis) sono tutte traduzioni dal tedesco fatte dallo scrivente .2'
Ai due manoscritti allega poi una appendice ai fatti d'armi del 1848 composta di alcune relazioni che egli non afferma in verità di avere personal­mente scritte (ma i diversi stili lo avrebbero comunque smentito); tuttavia è
cui ingegno, e nella coi Bcienxa militare grandemente sì confidava) di tradarre quelle note (perché originalmente scritte in lìngua francese) e di riordinarle; dandogli anche ampia licenza, ove bene gli venisse, di correggerò e di amplificare, per difesa della verità e del regio nome contaminato . E chiarisce A Ricci: ci pochi che riuscirono a vedere quel volumetto, ricorderanno di certo la prefazione appostavi dal nostro Pro* mia. (G. LUMBHOHO, Memorie e lettere di Carlo Prontls architetto, storico ed archea-logo torinese, Roma-Torino, Bocca, 1877, p. LXTV).
l) I,. DE B.tnToi-oMKis, Storia ecc. rìt., p. 188.
V Ibidem, p, 189.
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