Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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pagina
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226
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226 Paolo Emilio Foggiani
evidente che ama lasciare il lettore in dubbio: Non furono rampate ancora le seguenti Relazioni ai fatti d'anni speciali* annoia sibillinamente.
Possiamo credere che il dubbio di essere il Nostro, 6e non autore, per lo meno co-autore del famoso libro, prima ancora che nella mente del capitano Chiala fosse nato in quella dello stesso colonnello Oe Bartolomeis. E per un processo di autoconvinzione nemmeno tanto difficile da capire adesso che conosciamo un poco il nostro Autore: piuttosto acido e parecchio frustrato da capitano, sicuramente molto più acido e molto più. frustrato da colonnello.
E la spiegazione più logica possiamo trovarla, forse, nello stesso Diario, H 23 giugno egli scrive: [Fra le carte intercettate agli Austriaci, vi sono importanti manoscritti del Radetzky] che lo scrivente ha tradotto in italiano pel ministro Dabormida, a cui ha pure trasmesso un sunto di tutte le lettere più importanti prese agli Austriaci le quali servirono al cav. Carlo Promis per la sua Storia della Guerra per l'Indipendenza d'Italia . Si tratta evidentemente di una nota aggiunta in un secondo momento, aia perché il Dabormida divenne ministro il 22 agosto, sia per il modo come si allude all'opera del Promis. È tuttavia possibile che, in questo periodo, il Nostro, già solito a trasmettere, come più volte ricorda nel Diario, tradazioni di documenti austriaci al Quar-tier Generale, abbia dovuto preparare qualche più compiuta raccolta di documenti e di notizie per il Re.
Ecco, così, la compilazione di quelle Relazioni di tutti i fatti principali cui allude nella citata annotazione del 28 agosto.
Si aggiunga, a parziale difesa del De Bartolomeis, che esiste una esplicita dichiarazione dello stesso Carlo Alberto riguardante l'opera sia pure marginale, e comunque da segretario , del Nostro. Tj est dit scriveva il Re a; Carlo Promis il 9 settembre 1848 dans les deux rapports que j'ai envoyés sur la bataille de Gotto, l'un écrit par le general Bava et l'autre par le cap. De Bartolomeis, d'après les documents existants à l'Etat majeur general, que je fus blessé en ce jour. Le fait n'est pas exact ecc. .
La stessa frétta con la quale il capitano De Bartolomeis era costretto a lavorare dopo il suo ritorno in Alessandria avvenuto il 28 agosto, il valet de pied ogni mattina alla porta, trova una spiegazione e la base della sua verità, nel fatto che Carlo Alberto, dopo aver affidato al Promis, nell'ultima decade di ago* sto,2) i suoi manoscritti in francese, continuava a fargli giungere relazioni e documenti tra gli ultimi di agosto ed i primi di settembre. s~>
Tolta cosi al nostro capitano, dalla vue très-courte , la veste di co-autore di un libro tanto famoso, non gli resta che quella ben più modesta di testimone di un ambiente pettegolo, retrivo e sufficientemente provinciale come fu quello degli ufficiali del Quartier Generale del Re. Non tutti, certamente, del genere descritto dal Rapporto della Commissione d'inchiesta; molti, moltissimi,
i) G. DE MARCHI art. cìi p. 411. L'appunto dì Carlo Alberto servì al Promis per un chiarimento, posto in calce come nota, nel Libro del Re . (Memorie ed os-ser.vdsioiii ecc. eit., p. 236).
3) fi conte di Cartugnotto, intendente generalo del Re, scrisse il 15 agosto al Promis manifestandogli il desiderio di Carlo Alberto che egli raccogliesse in un libro gli appunti stesi in francese dallo stesso Carlo Alberto. CC. DE MARCHI, art. rit.. p. 409).
8) Ibidem* pp. 410411.