Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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La campagna dei 1848 227
come i loro poveri soldati, servitori del Re e della Patria sino all'estremo sacrificio.
Cronaca di piccole cose e di piccoli uomini, anche; antidoto alla storia dei grandi personaggi. Le modeste memorie del capitano De Bartolomeis hanno trovato finalmente, sia pure per un momento, quei lettori che il colonnello in ritiro augurava loro cent'anni fa.
PAOLO EMILIO FACCIONI
APPENDICE *
Documenti storici, inediti e segreti sulla Guerra per VIndipendenza italiana degli anni 1848-49 raccolti da un ufficiale superiore piemontese, testimonio oculare e personale dei fatti in essi descriti e narrati.
Torino, 25 settembre 1872.
Ragioni dell'Opera
Chiunque si accinga a leggere in oggi queste Memorie, dopo ventiquattro anni trascorsi dai fatti accaduti, dirà senza dubbio che gli si porgono cavoli a merenda, o come dice il Francese: e'est moutarde après dine , e ne ha ragione. Ma sappia il benigno Lettore, che se non furono pubblicati prima d'ora certi fatti ed avvenimenti particolari, succeduti in quella infelice guerra del 1848-49, lo si deve ascrivere a delicatezza nel Compilatore, il quale non ba voluto compromettere il nome e la fama di alcuni Condottieri dei nostro Esercito, già di lui Compagni d'armi e che ora più non sono, i quali ben lungi dall'essersi resi meritevoli della patria, sebbene fregiati di Medaglie al Valore militare, non contribuirono in alcun modo alla gloria del nostro Esercito, che anzi, seguendo la loro guida, sarebbe andato tatto in disfacimento, se non accorreva il buon senso e l'esperienza dei pochi, che lo condussero a salvamento.
La storia pertanto dev'essere veritiera, ed imparziale non nascondendo i fatti positivi alla posterità, tanto più, che fra le migliaia d'opere pubblicatesi dal 1848 in poi in ogni lingua d'Europa, ed in tutti i Giornali,1) non è stata finora stampata dal nostro Stalo Maggiore italiano (o piemontese, qua! era in allora) una vera storia ufficiale di quelle due Campagne, sebbene si possa dire con ragione, che fu consumato più inchiostro a scrivere i fatti e in quantità molto superiore a quella del sangue sparso in queste battaglie per la nostra redenzione,
Epperò dobbiamo dire* che giammai una nazione, come l'Italiana, fu cotanto entusiastica di emanciparsi dal giogo straniero e conseguire la sua Indipendenza, né vi fu esercito più animato a combattere e spargere il proprio sangue per l'onore della patria e per l'amore al proprio Re, quanto il Piemon-
* Le note sono del De Bartolomeis.
*) Vedi l'Indice delle prinuipnlì opere pubblicatesi sulla Guerra dlialia da p. ... a p. ... di questo Manoscritto. Ili De Bartolomei non dà alcuna indicazione. Altre lacune simili si noteranno nelle pagine seguenti. N.U.EJ]*.