Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <228>
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tese1) nel 1848, e lo stesso maresciallo conte Radetzky ebbe a confessare, che se in luogo dei macchinali suoi Croati avesse avuto sotto i suoi ordini gl'intelli­genti Piemontesi, in poche marcie da Verona (che noi potevamo conquistare fin dal 6 maggio), egli ci avrebbe condotti trionfalmente sino a Vienna, tanto era il buon volere, l'emulazione, il coraggio, l'intrepidezza dei nostri soldati! s)
Se adunque questi si mantennero nell'inazione per più di cinque mesi; se dopo le prime vittorie di Goito e di Pastrengo si lasciarono languire nel-l'inerzia: se il re Carlo Alberto sempre titubante,S) non seppe mai decidersi ad alcun movimento in avanti, se in luogo di compiacersi soltanto di piccole fazioni vittoriose, si fosse portato direttamente su Mantova e su Verona, quando le nostre truppe incalzando il nemico lo avevano già spinto alle porte della città, che allora era tutta pronta ad insorgere in nostro favore, per cui si poteva agevolmente forzare il passo, mentre Radetzky non aveva ricevuto fino allora i rinforzi, che soltanto un mese più tardi gli recava Nugent; o quando il nemico trovavasi sotto Vicenza ed aveva ritirato da Verona e da Mantova le sue truppe per inseguire Durando, per cui le poche soldatesche italiane lasciate in Man­tova (Reggimento Haugwitz) erano già pronte a cedere le armi, per non battersi contro di noi italiani, e che dappoi disertarono tutti in massa delle quali cose in nostro favore, era avvisato Carlo Alberto, s'egli avesse dunque spiccato ordini precisi di marciare su Verona *) (come si è fatto nel 1870 per entrare in Roma) allora il Lombardo e il Veneto si sarebbero conqui­stati molti anni prima, colla gloria delle nostre armi, senza l'aiuto dei Fran­cesi, né di Napoleone HI, al quale si rese più tardi quasi vassalla la misera Italia!
Se infine tutti gli stratagemmi suggeriti a Carlo Alberto, di cui si dirà a suo luogo,6) fossero stati impiegati in tempo utile, egli avrebbe avuto la dop­pia gloria, riservata più tardi all'augusto suo figlio di formare un'Italia unita sotto il di lui scettro!
Ma all'insipienza dei Generali, all'ignoranza dei molti capi, all'imprevi­denza del Ministero della guerra (Broglia), che lasciò partire l'esercito affatto sprovvisto di viveri, di foraggi, d'ambulanze, di medici e chirughi, dell'occor­rente per gli ospedali, con un servizio amministrativo mal regolato; pessima­mente diretto, ove gl'impresarii mangiavano allegramente senza sorveglianza, )
1) Anche Napoleone I nella guerra di Russia fece grandi elogi del valore pie­montese.
2) Anche il maggiore Trotti, fatto prigioniero dagli Austriaci nella guerra del 2848 ebbe a udire dalla bocca dì Radetzki [sicl quanto sopra.
W H re Tentenna come lo chiamava Massimo d'Azeglio nei suoi scritti [sicl, che fece di Carlo Alberto una pittura caratteristica cosi naturale quale si legge nel ro­manzo della Plebe, la quale non potrebbe essere più giusta.
*) Quest'ordine di marciare su Verona Carlo Alberto lo dava soltanto dopo la disfatta di Vicenza e quando Radet siici [sic] aveva già avuto dei rinforzi ed erasi concen­trato su Verona (dapprima sgombra di truppe), per cui il ministro Franzini al ricevere quest'ordine, rispose: C'est trop tard. Sire, c'est trop tardi. E disgustato Franzini lasciava il campo per recarsi a Torino col suo ministero! Allora Salasco, che secon­dava in tutto J] Re, gli fece fare tutti gli sbagli nella ritirata fino a Milano.
0) Vedi in foglio separato (X) gli stratagemmi suggeriti a Carlo Alberto, e non accettati.
) Per cottfeflHtone d'uno stesso impresario, fatta allo scrivente, che a guerra finita si sarebbero divisi i fornitori ai viveri più milioni per cadono, si può confermare doppiamente questa asserzione.